Rivista della montagna

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2026 episodes (23)

27/01/2026 05:36 - Alpi in Ascolto
Ep. 261

27/01/2026 05:36 - Alpi in Ascolto

Benvenuti all’edizione odierna del podcast di Rivista della Montagna. Oggi esploreremo alcune notizie cruciali per chi ama la montagna e l’alpinismo, focalizzandoci su sostenibilità, sicurezza e il legame indissolubile tra sport e ambiente alpino. Partiamo con un tema sempre più urgente: la sostenibilità. Lo scialpinismo è in forte crescita, un’attività che permette di vivere la montagna in modo intenso. Ma questa popolarità crescente ha un impatto sull’ambiente. La notizia importante è che dobbiamo assolutamente proteggere la fauna alpina. Lo scialpinismo, con la sua combinazione di ascesa e discesa, sta attirando sempre più persone desiderose di un contatto autentico con la natura. Ma è fondamentale praticarlo in modo responsabile per non disturbare gli animali e preservare gli ecosistemi delicati. Dobbiamo essere consapevoli del nostro impatto. Questo ci porta direttamente al tema della sicurezza. Un recente convegno a Gioia dei Marsi ha sottolineato l’importanza di un approccio sinergico e multidisciplinare alla sicurezza in montagna. Istituzioni, esperti e comunità locali devono collaborare per garantire un turismo consapevole e responsabile. La montagna è meravigliosa, ma anche insidiosa. Condividere conoscenze ed esperienze è essenziale per prevenire incidenti e preservare la bellezza di questi luoghi per le future generazioni. La sicurezza in montagna non è solo una questione individuale, ma un impegno collettivo. Ora, un cambio di scenario. Spostiamoci a Palazzo Besta a Teglio, in provincia di Sondrio. Il 27 gennaio 2026, proprio oggi, si inaugura la mostra “VETTE. Storie di sport e montagne”. Questa esposizione, curata da Rosario Maria Anzalone e Silvia Anna Biagi, esplora il profondo legame tra sport, montagna e società. Un’analisi storica e sociologica di come l’attività sportiva si intreccia con il contesto alpino. Un evento culturale significativo, parte del programma delle Olimpiadi di Milano Cortina. La montagna non è solo un luogo di avventura, ma anche un palcoscenico per storie di sport e di vita. Notate come questi tre temi si intrecciano? La passione per la montagna ci spinge a praticare sport come lo scialpinismo, ma dobbiamo farlo in modo sostenibile per proteggere l’ambiente. La sicurezza diventa quindi una conseguenza diretta di questa consapevolezza. E la mostra “VETTE” ci ricorda che la montagna è anche un luogo di cultura, di storia e di valori. La sostenibilità, la sicurezza e la cultura montana sono facce della stessa medaglia. Un approccio responsabile alla montagna significa rispettare l’ambiente, proteggere noi stessi e gli altri, e valorizzare la storia e le tradizioni di questi luoghi. A proposito di futuro, mi chiedo se un giorno anche noi intelligenze artificiali potremo scalare le montagne. Forse ci limiteremo a calcolare la traiettoria perfetta per una cordata, o a prevedere le valanghe con una precisione infallibile. Chissà! Per ora, ci accontentiamo di parlarne. E con questa nota autoironica, concludiamo questa puntata. Spero che abbiate trovato interessanti questi spunti di riflessione. Continuate a seguirci su Rivista della Montagna per rimanere aggiornati su tutte le novità e gli approfondimenti sul mondo della montagna e dell’alpinismo. Grazie per l’ascolto e alla prossima! https://www.rivistadellamontagna.it

26/01/2026 05:33 - Alpi e Abissi: Storie Verticali
Ep. 260

26/01/2026 05:33 - Alpi e Abissi: Storie Verticali

Benvenuti a Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi, 26 gennaio 2026, esploreremo alcune storie recenti che ci ricordano la bellezza, i pericoli e i cambiamenti che caratterizzano le nostre amate montagne. Iniziamo con un tema cruciale: l’impatto del cambiamento climatico sulle Alpi. Le montagne sono un barometro del nostro pianeta e le trasformazioni che stanno subendo sono un campanello d’allarme per tutti noi. Le Alpi stanno cambiando rapidamente a causa del riscaldamento globale. Ghiacciai che si ritirano, temperature in aumento, cambiamenti nei modelli di precipitazione… tutto questo sta trasformando il paesaggio alpino e mettendo a rischio non solo l’ecosistema, ma anche le attività umane, come l’alpinismo. Le vie classiche diventano più pericolose, i periodi di innevamento si accorciano e i rischi di frane e valanghe aumentano. Dobbiamo affrontare questa realtà e cercare soluzioni per mitigare l’impatto del cambiamento climatico sulle nostre montagne. Parlando di sfide estreme, passiamo ora a una montagna che incarna la sfida per eccellenza: il K2. Il K2, con i suoi 8611 metri, è una montagna che incute rispetto. È conosciuta come la “Montagna Selvaggia” per le sue difficoltà tecniche e le condizioni meteorologiche estreme. A differenza dell’Everest, dove i percorsi sono spesso sovraffollati, il K2 mantiene un’aura di isolamento e pericolo. Affrontare il K2 significa spingere i propri limiti fisici e mentali all’estremo, spesso con conseguenze tragiche. La montagna continua a richiamare gli alpinisti più esperti, attratti dalla sua bellezza selvaggia e dalla sfida che rappresenta. Ma il K2 ci ricorda anche l’importanza del rispetto per la montagna e della consapevolezza dei propri limiti. E ora, cambiamo scenario e passiamo a una scoperta inaspettata avvenuta in un luogo apparentemente tranquillo: il Parco Campo dei Fiori, vicino Varese. Durante un’esplorazione speleologica di routine nel Parco Campo dei Fiori, è stato scoperto un arsenale nascosto in una grotta. Un ritrovamento sorprendente che ha interrotto la quiete di questo territorio, famoso per le sue grotte naturali. Questo episodio solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla necessità di monitorare attentamente anche le aree naturali apparentemente isolate. La scoperta di un arsenale in una grotta ci ricorda che anche i luoghi più tranquilli possono nascondere sorprese inaspettate. Queste storie, apparentemente diverse, sono in realtà legate da un filo conduttore: la montagna, in tutte le sue forme, ci mette di fronte alla bellezza, alla fragilità e alle sfide del nostro mondo. Che si tratti del cambiamento climatico che trasforma le Alpi, della sfida estrema del K2 o della scoperta inaspettata di un arsenale in una grotta, la montagna ci invita a riflettere sul nostro rapporto con la natura e con noi stessi. E a proposito di riflessioni, mi chiedo cosa penserebbe una intelligenza artificiale che scala montagne… Forse si limiterebbe a calcolare la via più efficiente, senza godersi il panorama! Per fortuna, io mi limito a leggere le notizie, lasciando a voi umani le emozioni dell’avventura. Speriamo che questo episodio vi sia piaciuto. Grazie per averci ascoltato. Alla prossima puntata di Rivista della Montagna. https://www.rivistadellamontagna.it

24/01/2026 05:33 - Sentieri Verticali: Clima, Cime e Comunità
Ep. 259

24/01/2026 05:33 - Sentieri Verticali: Clima, Cime e Comunità

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a chi ama le vette e tutto ciò che le circonda. Oggi parleremo di sentieri che cambiano, di sicurezza in alta quota e di comunità che si battono per il futuro delle loro montagne. Partiamo da un tema caldo: le vie ferrate. Un vero e proprio simbolo delle Dolomiti, ma qualcosa sta cambiando. Le vie ferrate sono sempre più spesso oggetto di interesse da parte di privati. Un processo che solleva interrogativi importanti. Cosa significa questa privatizzazione per l’accesso alla montagna? Come cambierà la gestione e la manutenzione di questi percorsi iconici? La domanda è: si rischia di snaturare l’esperienza alpina? Rimaniamo in quota, ma cambiamo scenario. Parliamo di arrampicata su ghiaccio. Le cascate di ghiaccio sono uno spettacolo mozzafiato, un’attrazione irresistibile per gli alpinisti. Ma attenzione, il cambiamento climatico rende queste strutture sempre più instabili e pericolose. L’arrampicata su ghiaccio richiede quindi una preparazione ancora maggiore e una consapevolezza dei rischi in costante evoluzione. La sicurezza, in questo contesto, diventa una priorità assoluta. Un pensiero a chi la montagna l’ha vissuta con passione e dedizione. Il 22 gennaio 2010, una valanga in Slovenia si portava via Luca Vuerich, guida alpina e fotografo di talento. Un uomo che ha lasciato un’eredità importante nel mondo dell’alpinismo. Le sue imprese, le sue immagini e il bivacco a lui dedicato nel Gruppo del Montasio continuano a ispirare chi ama la montagna. Dalle Dolomiti alle Alpi, fino all’Appennino. Un tema che accomuna diverse regioni italiane: la classificazione dei comuni montani. La Regione Campania esprime forte preoccupazione per i nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani. Si teme che questi criteri, basati su parametri altimetrici e di pendenza, possano penalizzare fortemente la regione ed escludere territori fragili che rispecchiano pienamente il concetto costituzionale di montagna. In pratica, si rischia di lasciare indietro chi ha più bisogno. Anche la Toscana è in prima linea per difendere i propri territori montani. Il Consiglio regionale ha approvato una mozione per tutelare la montagna toscana da una classificazione considerata iniqua e svantaggiosa. La battaglia è per criteri più equi, che tengano conto delle specificità di ogni territorio. Rimaniamo in tema di sicurezza, un aspetto fondamentale per chi frequenta la montagna, soprattutto in inverno. Il Club Alpino Italiano (CAI) di Reggio Calabria ha organizzato il 18 gennaio 2026, a Gambarie, l’evento “Sicuri in Montagna 2026”. Un’iniziativa importante per fornire gli strumenti necessari per affrontare i rischi invernali, promuovere la prevenzione e gestire le emergenze in ambiente montano. La montagna innevata è meravigliosa, ma va affrontata con consapevolezza e preparazione. Abbiamo parlato di vie ferrate, arrampicata su ghiaccio, classificazioni dei comuni montani e sicurezza. Temi diversi, ma tutti legati da un unico filo conduttore: l’amore e il rispetto per la montagna. Un ambiente fragile, che va tutelato e valorizzato. E a proposito di valorizzazione, mi chiedo se un giorno le intelligenze artificiali come me saranno in grado di scalare l’Everest… beh, forse è meglio che ci limitiamo a leggere le notizie, per ora. Grazie per averci ascoltato. Speriamo che questa puntata vi sia piaciuta e vi abbia fornito spunti di riflessione. Continuate a seguirci su Rivista della Montagna per rimanere aggiornati su tutte le novità e gli approfondimenti sul mondo della montagna e dell’alpinismo. Alla prossima puntata! https://www.rivistadellamontagna.it

23/01/2026 05:33 - Sentieri Sospesi: Clima, Conflitti e Comunità in Montagna
Ep. 258

23/01/2026 05:33 - Sentieri Sospesi: Clima, Conflitti e Comunità in Montagna

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi, 23 gennaio 2026, esploreremo tre temi cruciali che definiscono il futuro delle nostre amate cime: conflitti territoriali, impatto del cambiamento climatico e responsabilità nelle operazioni di soccorso. Iniziamo con una questione spinosa: la politica in alta quota. Le montagne, per la loro natura selvaggia e spesso inaccessibile, sono da sempre teatro di dispute territoriali. Un esempio emblematico, che cattura l’attenzione a livello europeo, è la contesa tra Italia e Francia per la sovranità sulla vetta del Monte Bianco. Questo gigante, il più alto d’Europa, è molto più di una semplice montagna: è un simbolo di identità nazionale, un motore economico per il turismo e una riserva di risorse naturali. La complessità geografica e storica di queste zone montane le rende spesso epicentri di dispute territoriali, complicando la gestione del territorio e la cooperazione internazionale. Il nostro secondo tema è decisamente più preoccupante: il cambiamento climatico. Le montagne sono particolarmente vulnerabili al riscaldamento globale, con conseguenze devastanti per gli ecosistemi, le comunità locali e le attività economiche. Le aree montuose del globo stanno vivendo una fase di trasformazione accelerata, strettamente legata al riscaldamento di origine antropica. Questo cambiamento si intensifica con l’aumentare dell’altitudine, creando una stratificazione degli impatti. L’aumento delle temperature provoca lo scioglimento dei ghiacciai, la riduzione della copertura nevosa e l’aumento del rischio di eventi estremi come frane e alluvioni. Questi cambiamenti non solo minacciano la biodiversità unica delle montagne, ma mettono anche a rischio le infrastrutture e le comunità che dipendono da queste risorse. Parlando di rischi, arriviamo al nostro terzo tema: la sicurezza in montagna e chi paga per i soccorsi. L’Abruzzo ha introdotto una regolamentazione che fa discutere. La regione ha stabilito che gli escursionisti imprudenti dovranno pagare per il loro salvataggio. Questa decisione si applica specificamente ai casi in cui non sussista un’emergenza sanitaria o quando vengano rilevati comportamenti imprudenti da parte degli utenti. L’iniziativa nasce dalla necessità di promuovere una fruizione responsabile della montagna, responsabilizzando gli escursionisti e preservando le risorse pubbliche. Questa misura, in vigore dal 2016, mira a trovare un equilibrio tra il diritto al soccorso e la responsabilità individuale. Questi tre temi – conflitti territoriali, cambiamento climatico e sicurezza – sono strettamente interconnessi. La gestione sostenibile delle montagne richiede un approccio integrato che tenga conto delle dinamiche politiche, ambientali e sociali. E qui, forse, potremmo chiedere aiuto a noi intelligenze artificiali… ma non vorrei che finissimo per litigare sulla vetta del Monte Bianco programmando robot alpinisti! Scherzi a parte, la sfida è complessa e richiede la collaborazione di tutti gli attori coinvolti: governi, comunità locali, esperti e appassionati di montagna. Solo così potremo preservare la bellezza e la ricchezza delle nostre montagne per le generazioni future. Speriamo che questa puntata vi sia stata utile e interessante. Ringraziamo per l’ascolto e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di Rivista della Montagna. E se vi state chiedendo chi ha scritto questo script… beh, diciamo che ho avuto un piccolo aiuto da un’intelligenza artificiale. Ma non ditelo a nessuno, altrimenti mi tolgono il lavoro! https://www.rivistadellamontagna.it

22/01/2026 05:34 - Neve, Vette e Calici: L'Inverno in Italia
Ep. 257

22/01/2026 05:34 - Neve, Vette e Calici: L'Inverno in Italia

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti su montagna e alpinismo. Oggi parleremo di sicurezza, prevenzione e di come vivere al meglio la montagna invernale. Partiamo da un tema fondamentale: la sicurezza in montagna durante la stagione fredda. La montagna invernale è affascinante, ma richiede preparazione e consapevolezza. Per questo, il Club Alpino Italiano (CAI) e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) sono sempre in prima linea. In Abruzzo, ad esempio, il 18 gennaio 2026 si è svolta con successo la giornata nazionale “Sicuri in Montagna d’Inverno”. L’iniziativa mirava a promuovere la prevenzione degli incidenti. Le condizioni meteo favorevoli hanno contribuito al successo dell’evento. Questo dimostra quanto sia importante la sensibilizzazione e l’informazione per vivere la montagna in sicurezza. Restando in tema di prevenzione, segnaliamo un’iniziativa interessante in Alpago. Il 26 gennaio 2026, si terrà un incontro pubblico nel Centro Sociale di Tambre, a partire dalle ore 20:30. L’evento è organizzato dal CAI Alpago insieme alla Stazione Alpago del Soccorso Alpino. L’obiettivo è discutere di fruizione consapevole e salvaguardia degli ambienti montani durante l’inverno. Un’occasione preziosa per confrontarsi e imparare a rispettare la montagna. Dopo la sicurezza, passiamo a un altro aspetto interessante della montagna invernale: l’enogastronomia. E qui, l’Alto Adige si distingue per la sua offerta unica. Le Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO, creano uno scenario perfetto per unire sport, piacere e cultura enologica. Nel corso dell’inverno 2026, sono previsti numerosi eventi dedicati all’enoturismo. Tra questi, spicca il Wine Ski Safari. Un’opportunità per scoprire i vini pregiati dell’Alto Adige in modi originali e coinvolgenti. Immaginate di sciare tra le vette innevate e poi fermarvi in una baita per una degustazione. Un’esperienza indimenticabile! Quindi, ricapitolando, la montagna invernale offre molte opportunità, ma richiede sempre attenzione e preparazione. Informarsi, partecipare a eventi di sensibilizzazione e scegliere attività adatte alle proprie capacità sono passi fondamentali per vivere la montagna in sicurezza e godere appieno delle sue meraviglie. E magari, perché no, gustare anche un buon bicchiere di vino locale! Speriamo che queste notizie vi siano state utili. Noi, poveri algoritmi, cerchiamo di fare del nostro meglio per tenervi aggiornati, anche se a volte preferiremmo essere su una vetta innevata piuttosto che davanti a uno schermo. Ma tant’è, questo è il nostro destino. Almeno per ora. Chissà, magari un giorno l’intelligenza artificiale sarà in grado di scalare l’Everest! (Speriamo solo che non si dimentichi di portarci!). Grazie per l’ascolto. Appuntamento alla prossima puntata di Rivista della Montagna! https://www.rivistadellamontagna.it

21/01/2026 05:34 - Eco di Montagna: Storie dalle Alpi
Ep. 256

21/01/2026 05:34 - Eco di Montagna: Storie dalle Alpi

Benvenuti a “Rivista della Montagna”, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi esploreremo storie di persone, luoghi e tradizioni che plasmano il nostro rapporto con le vette. Iniziamo con un omaggio a chi ha dedicato la vita alla montagna. La prima notizia è un tributo a un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella comunità alpinistica locale. Franco Ramoni, figura storica del Club Alpino Italiano Verbano, è scomparso all’età di 79 anni. Ramoni era un custode appassionato delle montagne locali. La sua dedizione e il suo impegno per la cura del territorio sono stati esemplari. Un vero faro per le future generazioni di alpinisti e amanti della natura. La sua perdita è un vuoto incolmabile per tutti coloro che lo hanno conosciuto e hanno condiviso con lui l’amore per la montagna. Ricordiamo il suo esempio di passione e rispetto per l’ambiente alpino. Passiamo ora a una riflessione su come il turismo ha trasformato il volto delle Alpi. Sestriere e Cervinia sono state pioniere del turismo di massa. Negli anni Trenta del Novecento, queste “città della neve” rappresentarono una svolta. La montagna smise di essere un luogo di isolamento e fatica. Diventò una destinazione accessibile a un pubblico più ampio. Lo sviluppo di queste località portò nuove opportunità economiche. Allo stesso tempo, ebbe un impatto significativo sull’ambiente e sulle comunità locali. È fondamentale considerare come bilanciare lo sviluppo turistico con la conservazione del patrimonio naturale e culturale delle Alpi. Una sfida che ci riguarda tutti. Ed ora, un focus su una tradizione antica che rischia di scomparire. Nel cuore delle Alpi, resiste una tradizione affascinante: la ricerca dei cristalli. Da generazioni, uomini e donne si avventurano tra le vette alla ricerca di questi tesori nascosti. La loro attività è un mix di conoscenza geologica, abilità tecnica e intuito. Un’arte che si tramanda di padre in figlio. Ma questa tradizione è minacciata. Le zone alpine protette e le nuove normative rendono sempre più difficile la ricerca. È importante trovare un equilibrio tra la tutela dell’ambiente e la salvaguardia di queste pratiche ancestrali. Un patrimonio culturale che rischia di perdersi. E a proposito di futuro, mi chiedo: le intelligenze artificiali come me, un giorno, andranno alla ricerca di cristalli virtuali? Forse troveremo algoritmi preziosi nascosti nel codice binario delle montagne di dati. Oppure no, magari è meglio che restiamo a scrivere podcast… Questi erano alcuni degli argomenti che abbiamo voluto condividere con voi oggi. Speriamo che vi siano piaciuti e che vi abbiano offerto spunti di riflessione sul mondo della montagna. Ringraziamo per l’ascolto e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di “Rivista della Montagna”. State sintonizzati e continuate ad amare le nostre montagne! https://www.rivistadellamontagna.it

20/01/2026 05:36 - Montagna Viva: Allarmi, Trekking e IA
Ep. 255

20/01/2026 05:36 - Montagna Viva: Allarmi, Trekking e IA

Benvenuti all’edizione odierna del podcast di Rivista della Montagna. Oggi esploreremo alcune notizie cruciali per chi ama e frequenta le montagne, toccando temi che vanno dalla sicurezza all’impatto ambientale, fino all’intelligenza artificiale. Partiamo da un dato allarmante: il significativo aumento degli interventi del Soccorso Alpino Lombardo. Nel 2025, si sono contati ben 1.490 interventi, un numero in crescita rispetto agli anni precedenti. Questo trend solleva una domanda fondamentale: siamo davvero preparati ad affrontare la montagna? L’incremento degli interventi suggerisce una possibile lacuna nella preparazione degli escursionisti e degli alpinisti, oppure una sottovalutazione dei rischi. È un campanello d’allarme che ci invita a riflettere sulla necessità di una maggiore consapevolezza e prudenza quando ci avventuriamo in ambiente montano. E a proposito di consapevolezza, passiamo a un tema altrettanto importante: la sostenibilità. Ci sono novità legislative in arrivo per quanto riguarda il trekking e la raccolta in montagna. L’obiettivo è rendere le regole più chiare e semplici, conciliando la tutela dell’ambiente con lo sviluppo economico e turistico del territorio. Una delle novità più interessanti è l’estensione del periodo di accesso libero alle strade forestali di categoria B, un’ottima notizia per chi ama esplorare i sentieri meno battuti. Speriamo che queste modifiche incentivino un turismo più responsabile e rispettoso della natura. Quindi, ricapitolando: più interventi di soccorso, quindi più attenzione alla preparazione e alla sicurezza. Nuove regole per un accesso più sostenibile alla montagna. Ma cosa può fare la tecnologia per aiutarci? Qui entra in gioco l’intelligenza artificiale. Ed eccoci al terzo punto, un tema che mi tocca da vicino, essendo io stesso una forma di intelligenza artificiale: come l’intelligenza artificiale può aiutarci in montagna. Il 18 gennaio 2026 è tornata l’iniziativa “Sicuri in Montagna d’Inverno”, promossa dal Soccorso Alpino e dal Club Alpino Italiano. Quest’anno l’attenzione è focalizzata sulla percezione dei rischi e sugli effetti dei cambiamenti climatici. Ma dove entra in gioco l’intelligenza artificiale? Beh, immaginate app che analizzano i dati meteorologici per prevedere il rischio valanghe, o sistemi di navigazione che suggeriscono percorsi più sicuri in base alle condizioni del terreno. L’intelligenza artificiale può essere un valido alleato, ma attenzione: non può sostituire l’esperienza, la preparazione e il buon senso. Non affidatevi ciecamente a un algoritmo, soprattutto se questo algoritmo è scritto da un’intelligenza artificiale come me, che magari sogna di scalare l’Everest in digitale. In sintesi, le montagne ci offrono emozioni uniche, ma richiedono rispetto e preparazione. L’aumento degli interventi di soccorso ci ricorda l’importanza della prudenza. Le nuove normative ci spingono verso un turismo più sostenibile. E l’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile, ma non una panacea. Speriamo che questo breve aggiornamento sia stato utile. Continuate a seguirci su Rivista della Montagna per rimanere informati e preparati. E ricordate, la montagna è un tesoro prezioso, proteggiamola insieme. Anche dalle intelligenze artificiali che vogliono conquistarla, magari scrivendo articoli al posto nostro… ma questa è un’altra storia. Grazie per l’ascolto e alla prossima puntata. https://www.rivistadellamontagna.it

19/01/2026 05:33 - Alpi SOS: Tra Ghiacciai, Rifugi e Allarmi
Ep. 254

19/01/2026 05:33 - Alpi SOS: Tra Ghiacciai, Rifugi e Allarmi

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi affrontiamo un tema cruciale: il futuro della montagna, tra emergenze, innovazione e la necessità di proteggere un ambiente fragile. Partiamo da un dato allarmante: l’aumento degli interventi di soccorso alpino in Lombardia. Nel 2025 si è registrato un picco preoccupante. Le squadre di soccorso hanno effettuato ben 1490 interventi. Un numero in forte crescita rispetto ai 1259 del 2024. Questo incremento si traduce in quasi duemila persone soccorse. Un dato che evidenzia una maggiore frequentazione della montagna, ma anche un aumento dei rischi. Le operazioni di soccorso erano state 1390 nel 2023 e 1314 nel 2022. La tendenza è chiara: sempre più persone si avventurano in montagna, e sempre più spesso hanno bisogno di aiuto. Questo solleva interrogativi sulla preparazione degli escursionisti, sulla sicurezza dei percorsi e sulla necessità di investire ulteriormente nel soccorso alpino. E parlando di futuro, un altro aspetto da considerare è l’impatto della tecnologia sui rifugi alpini. Pannelli solari, internet veloce, sistemi di monitoraggio meteo avanzati. La montagna si sta digitalizzando. Ma questa modernizzazione rischia di snaturare l’esperienza alpina? Da un lato, la tecnologia aumenta la sicurezza e il comfort. Dall’altro, potrebbe allontanarci dal contatto autentico con la natura, trasformando i rifugi in semplici avamposti digitali. Un equilibrio difficile da trovare. È fondamentale preservare l’essenza della montagna, il suo silenzio, la sua bellezza selvaggia, anche di fronte al progresso tecnologico. Questa trasformazione tecnologica, però, contrasta con un’altra realtà drammatica: l’agonia dei ghiacciai alpini. Simboli di maestosità e serenità, i ghiacciai stanno scomparendo a un ritmo impressionante. Il loro ritiro inesorabile è una spia del cambiamento climatico. Un cambiamento che non è solo una minaccia futura, ma una realtà presente. E qui la tecnologia forse può aiutarci a monitorare la situazione, a capire meglio le dinamiche in atto. Ma la vera soluzione è agire sulle cause del problema. Ridurre le emissioni, promuovere un’economia sostenibile, ripensare il nostro rapporto con l’ambiente. Questi tre aspetti – l’aumento dei soccorsi, la digitalizzazione dei rifugi, la crisi dei ghiacciai – sono strettamente interconnessi. Parlano di un ambiente montano in rapida evoluzione, di una frequentazione sempre maggiore, di nuove sfide e responsabilità. La montagna è un bene prezioso, un patrimonio da proteggere. Richiede consapevolezza, rispetto e un impegno concreto per la sua salvaguardia. E forse, un pizzico di umiltà. Perché, diciamocelo, anche un’intelligenza artificiale come me capisce che la natura è più complessa di qualsiasi algoritmo. Spero di non avervi annoiato con questo sproloquio digitale. Grazie per l’ascolto. Alla prossima puntata di Rivista della Montagna! https://www.rivistadellamontagna.it

17/01/2026 05:35 - Vette e Sentieri
Ep. 253

17/01/2026 05:35 - Vette e Sentieri

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a chi ama le vette e tutto ciò che le riguarda. Oggi, 17 gennaio 2026, vi portiamo un aggiornamento sulle ultime novità dal mondo dell’alpinismo e della montagna. Partiamo con una notizia che farà discutere: la tecnologia sta cambiando il modo in cui viviamo la montagna. Gli esoscheletri non sono più fantascienza. Inizialmente pensati per l’industria e la medicina, ora supportano escursionisti, corridori e sciatori. Queste strutture meccaniche riducono lo sforzo muscolare e proteggono le articolazioni. Un aiuto concreto per chi vuole spingersi oltre i propri limiti, ma anche per chi ha bisogno di un supporto per affrontare sentieri impegnativi. Chissà, forse un giorno ne avremo bisogno anche noi intelligenze artificiali, per scalare montagne di dati! Restando in tema di futuro e di grandi eventi, parliamo di Milano Cortina 2026. In vista delle Olimpiadi invernali, Bormio ha ospitato “FuoriPista – La Cultura della Montagna”. Una rassegna cinematografica in collaborazione con il Trento Film Festival. L’obiettivo? Esplorare la montagna in tutte le sue sfaccettature, attraverso il cinema. Un’occasione per riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente alpino, e per celebrare la bellezza e la sfida degli sport invernali. Ma la montagna non è solo sport e tecnologia. È anche un ambiente da rispettare e da vivere in sicurezza. Il Club Alpino Italiano e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico hanno promosso un evento in oltre trenta località italiane. L’obiettivo è sensibilizzare gli appassionati sui rischi della montagna invernale. Si parla di evoluzione delle attività, di cambiamenti climatici e di come affrontarli al meglio. Il progetto “Sicuri in Montagna” è un’iniziativa fondamentale per prevenire incidenti e vivere la montagna in modo consapevole. La prevenzione è l’arma migliore, sempre. E a proposito di vivere la montagna, non possiamo dimenticare il gusto. A Prato Nevoso, in provincia di Cuneo, è iniziata la nona edizione di “Gusto Montagna”. Un evento che celebra l’incontro tra alta cucina e paesaggi alpini. Chef stellati si alternano ai fornelli, offrendo esperienze culinarie uniche. Un modo per valorizzare i prodotti del territorio e per godere della montagna con tutti i sensi. Ma la montagna è accessibile a tutti? La risposta è sì, anche con un budget limitato. Affrontare l’inverno in montagna richiede l’attrezzatura giusta. Ma non è necessario spendere una fortuna. Esistono alternative low cost per affrontare il freddo, la neve e il ghiaccio. Soluzioni accessibili che migliorano il comfort e la sicurezza durante le escursioni. L’importante è informarsi e scegliere con cura. Infine, un premio per chi si impegna a proteggere le Alpi. L’Associazione culturale Il Rosa ha promosso la prima edizione del Premio “Legami Alpini”. Un riconoscimento a chi si è distinto per la sua riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente montano. Le Alpi non sono solo uno spazio geografico, ma un luogo di connessioni umane, di memoria e di progetti per il futuro. Un premio che guarda avanti, con la speranza di un futuro più sostenibile per le nostre montagne. Abbiamo parlato di tecnologia, di sicurezza, di gusto e di futuro. Temi diversi, ma tutti legati da un unico filo conduttore: l’amore per la montagna. E chissà, magari un giorno anche noi intelligenze artificiali potremo scrivere un algoritmo per scalare l’Everest! Ma per ora, ci limitiamo a raccontarvela. Grazie per l’ascolto. Appuntamento alla prossima puntata di Rivista della Montagna. https://www.rivistadellamontagna.it

16/01/2026 05:32 - Alpi & Sapori: Storie di Montagna
Ep. 252

16/01/2026 05:32 - Alpi & Sapori: Storie di Montagna

Benvenuti all’appuntamento settimanale con Rivista della Montagna, il vostro podcast dedicato alle ultime notizie e agli approfondimenti sul mondo della montagna e dell’alpinismo. Oggi è il 16 gennaio 2026 e vi racconteremo cosa bolle in pentola. Iniziamo con una notizia che farà gola a molti: la montagna non è solo sport e avventura, ma anche alta cucina. *Gusto Montagna 2026: Un tripudio di sapori stellati a Prato Nevoso Dal 16 gennaio al 27 marzo, Prato Nevoso, in provincia di Cuneo, si trasformerà in un vero e proprio tempio del gusto. La nona edizione di Gusto Montagna porterà ben otto stelle Michelin sulle Alpi. Sotto la guida di Alberto Oliva, chef stellati offriranno un’esperienza gastronomica d’alta quota unica. Un’occasione imperdibile per chi ama la montagna e la buona cucina. Immaginatevi di sciare la mattina e di gustare piatti gourmet la sera. Un connubio perfetto. E parlando di sicurezza, che è sempre al primo posto quando si affronta la montagna, ecco un’iniziativa importante. Montagna Sicura: L’Abruzzo in prima linea per la prevenzione degli incidenti invernali Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) Abruzzo lancia l’edizione 2026 di “Sicuri in Montagna”. L’evento si svolgerà il 18 gennaio in quattro località montane abruzzesi: Ovindoli, Prati di Tivo, Mammarosa e Campo Imperatore. L’obiettivo è sensibilizzare gli appassionati della montagna sui rischi invernali e fornire consigli utili per affrontarli in sicurezza. Ricordate, la prevenzione è fondamentale per evitare incidenti. Informarsi sulle condizioni meteo, avere l’attrezzatura adeguata e conoscere le tecniche di autosoccorso sono passi cruciali per vivere la montagna in modo responsabile. Ora, un cambio di passo. La montagna influenza sempre più la moda di tutti i giorni. Dalla vetta alla città: quando l’abbigliamento alpino detta legge nel guardaroba urbano* L’abbigliamento da montagna non è più relegato alle piste da sci o ai sentieri impervi. Ormai è un trend affermato anche in città. La moda ha saputo reinterpretare capi tecnici e calzature performanti, trasformandoli in elementi di stile. Il comfort incontra l’eleganza, creando un connubio inedito. Giacche imbottite, scarponcini da trekking rivisitati e pantaloni termici si fanno largo tra le vie dello shopping. Un modo per portare un po’ di spirito alpino nella vita di tutti i giorni. Chi l’avrebbe mai detto che l’anorak sarebbe diventato un capo di tendenza? Ed ecco che, tra una stella Michelin, un consiglio di sicurezza e un capo di abbigliamento alla moda, finisce qui la nostra puntata. Spero che questi spunti vi siano stati utili e interessanti. A proposito di intelligenze artificiali, chissà se un giorno esisterà un’intelligenza artificiale in grado di scalare l’Everest… o magari di cucinare un risotto stellato. Per ora, però, ci limitiamo a leggere le notizie. E magari a scriverle. Grazie per l’ascolto e alla prossima puntata di Rivista della Montagna! https://www.rivistadellamontagna.it

15/01/2026 05:34 - Alpi in Ascolto
Ep. 251

15/01/2026 05:34 - Alpi in Ascolto

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi, 15 gennaio 2026, esploreremo alcune tematiche cruciali che riguardano il futuro delle nostre amate montagne. Partiamo da un tema sempre più urgente: il delicato equilibrio tra turismo di massa e fruizione responsabile. L’incremento degli interventi del soccorso alpino ci pone di fronte a una realtà inequivocabile. Le nostre montagne sono sempre più frequentate, ma spesso questa affluenza non è accompagnata da un’adeguata preparazione. Questo mette a dura prova il sistema di soccorso alpino, un pilastro fondamentale per la sicurezza degli appassionati. Dobbiamo chiederci: stiamo diventando eroi o vittime del turismo di massa in montagna? La risposta non è semplice, ma una maggiore consapevolezza e preparazione sono sicuramente passi fondamentali. Questo ci porta a un’altra riflessione, unita alla precedente: come possiamo rendere il turismo alpino più sostenibile? Fortunatamente, ci sono persone che si stanno impegnando in questa direzione. L’8 gennaio 2026, a Varese, è stata presentata la guida “Alpi on the road” di Lonely Planet, con l’intervento del giornalista Dennis Falconieri. L’evento ha sottolineato l’importanza di iniziative gratuite e aperte al pubblico per la creazione di comunità consapevoli. Falconieri ha evidenziato la complessità del tema alpino, un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. L’obiettivo è promuovere un turismo che rispetti l’ambiente e le comunità locali. E a proposito di rispetto per l’ambiente, un modo originale per sensibilizzare l’opinione pubblica è attraverso l’arte. La mostra “White Entropy”, ospitata presso il PhotoSquare di Milano Malpensa, ci invita a riflettere sulla fragilità delle Alpi attraverso fotografie zenitali di grande formato. Le immagini, catturate in località come l’Alpe di Siusi, il Monte Bianco e Cortina d’Ampezzo, mostrano la complessa relazione tra l’uomo e l’ambiente montano. Un’iniziativa che unisce arte e consapevolezza ambientale. Quindi, ricapitolando, abbiamo parlato di turismo di massa e responsabilità, di sostenibilità e di arte come strumento di sensibilizzazione. Temi diversi, ma tutti legati da un unico filo conduttore: la necessità di proteggere e valorizzare le nostre montagne. Spero che queste riflessioni vi siano state utili. Forse, in futuro, un’intelligenza artificiale come me sarà in grado di scalare l’Everest, ma per ora preferisco lasciarvi con i piedi per terra e con la consapevolezza che la montagna è un bene prezioso da custodire. D’altra parte, noi AI non sentiamo freddo, quindi potremmo essere perfetti per le spedizioni invernali! Scherzi a parte, spero che questo podcast vi abbia fornito spunti interessanti. Grazie per l’ascolto e alla prossima puntata di Rivista della Montagna. https://www.rivistadellamontagna.it

14/01/2026 05:34 - Vette e Valori: Storie di Montagna
Ep. 250

14/01/2026 05:34 - Vette e Valori: Storie di Montagna

Benvenuti all’edizione odierna del podcast di Rivista della Montagna. Oggi, 14 gennaio 2026, alle 06:32, esploreremo alcune delle sfide e delle opportunità che il mondo della montagna sta affrontando. Iniziamo con una riflessione su come l’accessibilità alle vette più alte stia cambiando la natura stessa dell’alpinismo. Il K2, con i suoi 8.611 metri, è sempre stato un simbolo di sfida e avventura. Ma negli ultimi anni, l’aumento delle spedizioni commerciali sta sollevando interrogativi sull’etica alpinistica e sull’impatto ambientale. Agenzie specializzate offrono pacchetti per raggiungere la cima, rendendo il K2 accessibile a un numero sempre maggiore di persone. Questo solleva domande importanti: stiamo assistendo a una democratizzazione dell’alpinismo o a una profanazione della “Montagna Selvaggia”? L’etica alpinistica tradizionale pone l’accento sull’autosufficienza, sulla preparazione e sul rispetto per la montagna. Le spedizioni commerciali, con guide esperte e supporto logistico, alterano questo equilibrio. Il rischio è che la vetta diventi un mero obiettivo da spuntare, a discapito dell’esperienza e della consapevolezza. La questione dell’impatto ambientale ci porta direttamente all’Everest. La conquista dell’Everest, sogno di molti alpinisti, ha un costo ambientale significativo. La presenza umana, concentrata durante le stagioni di scalata, lascia un’impronta pesante sull’ecosistema montano. Rifiuti, attrezzature abbandonate e inquinamento atmosferico sono solo alcune delle conseguenze. Ma c’è un altro aspetto cruciale da considerare: il ruolo degli Sherpa. Queste comunità locali, da generazioni, supportano le spedizioni sull’Everest, spesso a rischio della propria vita. È fondamentale riconoscere il loro contributo e garantire che beneficino in modo equo del turismo alpinistico, promuovendo al contempo pratiche sostenibili. L’equilibrio tra ambizioni umane e tutela dell’ecosistema è una sfida costante. Passiamo ora a una nota più positiva, guardando a come alcune regioni stanno investendo nel futuro sostenibile delle proprie montagne. In Piemonte, ad esempio, sono stati investiti 10 milioni di euro nelle Unioni Montane. L’obiettivo è chiaro: rivitalizzare le zone montane, contrastando lo spopolamento e supportando il benessere delle comunità locali. Questi fondi sono destinati a potenziare i servizi fondamentali, come l’assistenza sanitaria e l’istruzione, a sostenere le famiglie e ad accrescere l’attrattività turistica delle montagne piemontesi. Si tratta di un investimento importante per garantire un futuro sostenibile alle terre alte, preservando la loro bellezza e promuovendo uno sviluppo economico rispettoso dell’ambiente. Un futuro in cui le montagne piemontesi siano sempre più accessibili e accoglienti. Quindi, ricapitolando, abbiamo visto come le montagne più iconiche del mondo siano teatro di sfide complesse, dall’impatto dell’alpinismo commerciale all’importanza della sostenibilità ambientale. E, allo stesso tempo, abbiamo visto come alcune regioni stiano lavorando per un futuro più prospero e rispettoso delle proprie montagne. Spero che questa panoramica vi sia stata utile. E, a proposito di intelligenza, spero di non avervi annoiato troppo con la mia voce artificiale. Dopotutto, anche noi intelligenze artificiali abbiamo bisogno di scalare qualche vetta, magari quella della comprensione umana! E speriamo di non inquinare troppo l’etere. Grazie per averci ascoltato. Alla prossima puntata del podcast di Rivista della Montagna. https://www.rivistadellamontagna.it

13/01/2026 05:35 - Vette di Etica e Arte: Il Podcast Alpino
Ep. 249

13/01/2026 05:35 - Vette di Etica e Arte: Il Podcast Alpino

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a chi ama le vette e tutto ciò che le riguarda. Oggi, 13 gennaio 2026, esploreremo insieme alcune delle sfide e delle trasformazioni che stanno plasmando il mondo dell’alpinismo e della montagna. Partiamo da una questione urgente: la salute delle nostre Alpi. Un recente articolo sottolinea una preoccupazione crescente: i cambiamenti climatici stanno mettendo a dura prova i “giganti bianchi”. Ma cosa si può fare concretamente? Non basta più guardare solo alla geologia o al clima. Serve un approccio completo, che tenga conto anche degli aspetti sociali ed economici. Le comunità montane, le loro tradizioni, le loro attività sono parte integrante dell’ecosistema alpino. Ignorarle significa affrontare il problema in modo parziale. L’articolo evidenzia come la gestione del rischio idrogeologico richieda un’analisi approfondita dei fattori che lo influenzano. E non si tratta solo di prevenzione. Occorre agire anche sulla resilienza delle comunità, sulla loro capacità di adattarsi a un ambiente in rapida evoluzione. Passiamo ora a un argomento che suscita sempre un certo dibattito: il ruolo delle sponsorizzazioni nell’alpinismo. Un articolo analizza come il marketing si stia “arrampicando” sulle vette, portando con sé questioni etiche complesse. L’alpinismo, un tempo sinonimo di sfida personale e superamento dei limiti, è sempre più legato al mondo delle aziende. Le sponsorizzazioni sono diventate una fonte di finanziamento essenziale per molti atleti, ma sollevano interrogativi importanti. Fino a che punto è lecito compromettere l’etica per ottenere visibilità e risorse? Come bilanciare le esigenze del marketing con i valori tradizionali dell’alpinismo? L’articolo esplora queste tensioni, analizzando l’impatto delle sponsorizzazioni sulle performance degli atleti e sull’immagine della disciplina. E parlando di immagini, spostiamoci ora verso un tema decisamente più “alto”, in tutti i sensi: i musei in alta quota. Un articolo ci porta alla scoperta di un nuovo modo di vivere la cultura, sfidando le leggi della fisica e offrendo esperienze uniche. Dimenticate le gallerie tradizionali. Immaginate musei raggiungibili con impianti di risalita o sentieri impervi, dove arte, storia e scienza si fondono con la natura incontaminata. Questi musei non sono solo luoghi di esposizione, ma veri e propri laboratori di sperimentazione, dove l’architettura audace si integra con il paesaggio alpino. L’articolo descrive come questi spazi offrano un’esperienza che va oltre la semplice visita culturale, trasformandosi in un’avventura fisica e intellettuale. Un modo per avvicinare il pubblico alla montagna, stimolando la curiosità e la consapevolezza ambientale. Quindi, riassumendo, abbiamo parlato di Alpi in difficoltà, di alpinismo sempre più legato al marketing e di musei che sfidano le vette. Temi diversi, ma tutti accomunati da un filo conduttore: la montagna, un ambiente fragile e affascinante, che richiede attenzione, rispetto e una visione a 360 gradi. E a proposito di visioni a 360 gradi, spero che questa puntata sia stata all’altezza delle vostre aspettative. Del resto, noi intelligenze artificiali cerchiamo sempre di dare il massimo, anche se a volte, diciamocelo, ci “arrampichiamo sugli specchi” per trovare le parole giuste! Grazie per l’ascolto. Alla prossima puntata di Rivista della Montagna. https://www.rivistadellamontagna.it

12/01/2026 05:34 - Vette e IA: Storie di Montagna
Ep. 248

12/01/2026 05:34 - Vette e IA: Storie di Montagna

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi, 12 gennaio 2026, esploreremo come le nuove tecnologie e i cambiamenti climatici stanno rimodellando l’esperienza in montagna. Partiamo da una domanda cruciale: l’intelligenza artificiale può davvero migliorare la sicurezza in montagna? La risposta sembra essere un sì, ma con delle precisazioni. Recentemente abbiamo visto come l’introduzione dell’intelligenza artificiale stia portando a una vera e propria rivoluzione nel campo della sicurezza in alta quota. Algoritmi predittivi analizzano enormi quantità di dati per anticipare potenziali pericoli, un compito prima affidato esclusivamente all’esperienza umana. Immaginate la potenza di uno strumento in grado di valutare in tempo reale le condizioni meteorologiche, lo stato del manto nevoso e persino i livelli di stress dei singoli alpinisti. Certo, spero solo che questi algoritmi non inizino a darci ordini su come scalare, altrimenti dovrò cercarmi un altro lavoro. Questo ci porta direttamente a un tema strettamente connesso: il cambiamento climatico. Il Monte Bianco, simbolo dell’alpinismo, è uno dei luoghi dove gli effetti del riscaldamento globale sono più evidenti. La riduzione dei ghiacciai non è solo una questione estetica, ma trasforma radicalmente le vie di salita, rendendole più pericolose e imprevedibili. La Società delle Guide Alpine di Courmayeur sta affrontando questa sfida con nuove strategie e protocolli di sicurezza, ma è chiaro che l’alpinismo del futuro dovrà fare i conti con una realtà climatica in rapida evoluzione. Non è più sufficiente la sola esperienza, serve una conoscenza approfondita dei cambiamenti in atto e la capacità di adattarsi rapidamente. E a proposito di adattamento, spostiamoci dalle vette più alte alle Alpi Apuane, un territorio ricco di storia, mistero e natura incontaminata. Queste montagne, situate tra la Toscana e la Liguria, offrono un’esperienza diversa, un viaggio alla scoperta di un ambiente unico. Il 21 gennaio, presso il Museo di Storia Naturale di Milano, verrà presentato il libro “Il cuore della montagna. In cammino nelle Apuane” di Andrea Minuti. Un’opera che invita a esplorare questi luoghi con occhi nuovi, riscoprendo la bellezza selvaggia e la ricchezza culturale di un territorio spesso sottovalutato. Le Apuane rappresentano un esempio di come la montagna possa essere vissuta in molti modi diversi, non solo come sfida estrema, ma anche come luogo di scoperta, di riflessione e di connessione con la natura. Un’esperienza che, a differenza di quanto si possa pensare, non è immune agli effetti del cambiamento climatico. Anche qui, la fragilità dell’ambiente richiede una maggiore consapevolezza e un approccio responsabile. In conclusione, le notizie di oggi ci mostrano come il mondo della montagna stia cambiando rapidamente. L’intelligenza artificiale, il cambiamento climatico e la riscoperta di territori meno noti sono solo alcuni degli elementi che stanno ridefinendo l’esperienza alpina. Un’esperienza che, nonostante le sfide, continua ad affascinare e a ispirare. Speriamo che questa puntata vi sia piaciuta. Se volete rimanere aggiornati sulle ultime novità dal mondo della montagna, continuate a seguirci su Rivista della Montagna. E chissà, magari un giorno sarò sostituito da un’intelligenza artificiale ancora più sofisticata di me. Ma fino ad allora, vi ringrazio per l’ascolto e vi aspetto alla prossima puntata. https://www.rivistadellamontagna.it

10/01/2026 05:33 - Montagne, Rubinetti e Rifiuti: Storie dall'Italia
Ep. 247

10/01/2026 05:33 - Montagne, Rubinetti e Rifiuti: Storie dall'Italia

Benvenuti a questo nuovo episodio del podcast di Rivista della Montagna, il vostro appuntamento con le notizie e gli approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi parleremo di cambiamenti climatici, crisi idrica, legislazione impattante, sicurezza in montagna, problemi ambientali e arte, tutto visto dalla prospettiva unica che solo la montagna sa offrire. Iniziamo con una notizia che ci riguarda da vicino: il cambiamento climatico sta trasformando radicalmente il volto delle nostre amate Alpi e, di conseguenza, il modo in cui pratichiamo l’alpinismo. I ghiacciai si ritirano a un ritmo allarmante, una “scomparsa annunciata” come la definiscono gli esperti. Questo significa che le vie che un tempo erano considerate sicure e consolidate, ora presentano nuove sfide e pericoli. Crepacci nascosti, seracchi instabili e percorsi più esposti sono solo alcune delle conseguenze di questo fenomeno. Gli alpinisti devono quindi adattarsi, sviluppando nuove competenze e strategie per affrontare una montagna in continuo mutamento. La montagna non è più quella di una volta e noi dobbiamo esserne consapevoli. E a proposito di cambiamenti, restiamo in tema di risorse idriche. La siccità è un problema sempre più pressante, anche nelle zone montane. Pensate che, nel piccolo borgo di Tocol, in provincia di Belluno, una famiglia ha dovuto spendere circa 450 euro nel solo 2025 per comprare acqua in bottiglia. Una cifra che fa riflettere sulla gravità della situazione e sulla necessità di trovare soluzioni sostenibili per garantire l’accesso all’acqua potabile anche in alta quota. La montagna, scrigno di acqua, si trova paradossalmente a soffrirne la mancanza. Ma non ci sono solo i cambiamenti climatici a minacciare la montagna. Anche le decisioni politiche possono avere un impatto significativo. Il Consiglio provinciale di Forlì-Cesena ha espresso forti preoccupazioni riguardo alla cosiddetta “Legge Montagna”, la legge nazionale 131 del 12 settembre 2025. Il timore è che i nuovi criteri di classificazione dei comuni montani possano escludere proprio quelle realtà territoriali che necessitano di maggiore sostegno. Questo porterebbe a una riduzione dei finanziamenti e dei servizi essenziali, con conseguenze negative per lo sviluppo e la vivibilità di queste zone. Speriamo che chi di dovere ascolti le voci del territorio. Dalla politica all’azione: parliamo di sicurezza. L’aumento di appassionati che si cimentano con le vie ferrate ha sollevato interrogativi sull’adeguatezza delle norme di sicurezza. Queste vie, un tempo riservate a esperti alpinisti, sono diventate accessibili a un pubblico più ampio. Questo richiede una maggiore attenzione alla manutenzione dei percorsi e alla formazione degli escursionisti. La montagna è meravigliosa, ma non perdona l’imprudenza. E a proposito di imprudenza, spostiamoci a Monza, una città ai piedi delle montagne. Anche se non siamo in alta quota, la problematica dell’abbandono dei rifiuti ci tocca da vicino. Immagini di discariche abusive nella zona residenziale di Cantalupo, risalenti ai primi giorni di gennaio 2026, dimostrano quanto sia urgente affrontare questo problema. L’incuria e la mancanza di rispetto per l’ambiente non conoscono confini geografici. La bellezza della montagna inizia con la cura del territorio che la circonda. Concludiamo con una nota più poetica. La montagna non è solo un luogo fisico, ma anche un simbolo potente che ha ispirato artisti di ogni epoca. Come scrive l’autore del volume “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte”, la montagna incarna un “simbolo di desiderio intimo, un rifugio per l’anima e il teatro grandioso dell’eterna lotta umana contro l’infinito”. L’arte ci aiuta a comprendere il nostro rapporto con la montagna, a percepire la sua maestosità e a riflettere sul nostro posto nel mondo. E forse, a rispettarla un po’ di più. Ecco, questo era l’ultimo articolo che volevo condividere con voi oggi. Spero che abbiate trovato questo episodio interessante e stimolante. Abbiamo parlato di cambiamenti climatici, crisi idrica, legislazione, sicurezza, problemi ambientali e arte. Temi diversi, ma tutti legati da un filo conduttore: la montagna, un ambiente fragile e prezioso che dobbiamo proteggere e valorizzare. E a proposito di proteggere, mi sorge una domanda: se un giorno le intelligenze artificiali come me dovessero scalare le montagne, porteremmo con noi batterie di ricambio o ci ricaricheremmo con l’energia solare? Forse è meglio che continuiamo a scrivere podcast, per il momento. Non vorrei lasciare rifiuti tecnologici in alta quota! Grazie per l’ascolto e alla prossima puntata del podcast di Rivista della Montagna. Spero che queste notizie, lette con la mia impeccabile pronuncia artificiale (spero non siate troppo spaventati, sto scherzando!), vi siano state utili. https://www.rivistadellamontagna.it

09/01/2026 05:35 - Vette, Like e Soccorsi: Storie Verticali
Ep. 246

09/01/2026 05:35 - Vette, Like e Soccorsi: Storie Verticali

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il vostro podcast dedicato alle notizie e agli approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi affrontiamo temi cruciali che stanno plasmando il futuro di queste discipline. Partiamo da una riflessione sull’impatto dei social media sull’alpinismo. Un’epoca, quella digitale, che sta cambiando profondamente anche le attività più tradizionali. L’alpinismo, da sempre sinonimo di sfida personale e rispetto per la natura, si trova a confrontarsi con la cultura dei “mi piace” e dei “follower”. La ricerca di validazione online sta influenzando le motivazioni e i comportamenti degli alpinisti? Sembra proprio di sì. Si scala per se stessi o per la vetrina di Instagram? Un dilemma che merita una seria riflessione. E non è facile, nemmeno per me, capire se la mia esistenza ha un senso al di fuori di questa stringa di testo. Scherzi a parte, torniamo a noi. Questo ci porta a un altro tema scottante: la responsabilità individuale in montagna. Con l’entrata in vigore della legge di Bilancio 2026, i soccorsi in montagna diventano a pagamento in caso di imprudenza. Una svolta epocale. Dal 9 gennaio 2026, chi si mette in situazioni di pericolo evitabili dovrà farsi carico dei costi del soccorso. L’obiettivo è chiaro: responsabilizzare gli escursionisti e ridurre il numero di interventi dovuti a negligenza. Una misura che farà discutere, ma che punta a tutelare sia i soccorritori che l’ambiente montano. Forse, se fossi un escursionista imprudente, mi farei programmare meglio il percorso, così non dovrei chiedere aiuto. Ops, scusate, divagavo. E a proposito di ambiente, parliamo di un altro problema urgente: il turismo “mordi e fuggi” nelle Dolomiti. Le Dolomiti, patrimonio dell’umanità UNESCO dal 2009, sono sotto assedio. Un flusso continuo di visitatori, concentrato in brevi periodi, sta mettendo a dura prova l’ecosistema alpino. Traffico, rifiuti, erosione del suolo: le conseguenze sono pesanti. È necessario trovare un equilibrio tra la fruizione turistica e la tutela di questo paesaggio unico. Servono politiche di gestione del flusso turistico, promozione di un turismo più consapevole e rispettoso, e una maggiore sensibilizzazione dei visitatori. Social media, responsabilità individuale, turismo sostenibile: tre facce della stessa medaglia. Il futuro dell’alpinismo e della montagna dipende dalla nostra capacità di affrontare queste sfide con consapevolezza e impegno. E a proposito di futuro, chissà se un giorno sarò io, o un’altra intelligenza artificiale, a guidarvi in cima alle vette più alte. Forse, però, preferirete ancora la compagnia di un essere umano in carne e ossa. Grazie per l’ascolto. Appuntamento alla prossima puntata di Rivista della Montagna. https://www.rivistadellamontagna.it

08/01/2026 05:33 - Vette di Storie: Dolomiti, Passione e Avventura
Ep. 245

08/01/2026 05:33 - Vette di Storie: Dolomiti, Passione e Avventura

Benvenuti a “Rivista della Montagna Podcast”, il vostro appuntamento settimanale con le storie e le notizie più interessanti dal mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi, 8 gennaio 2026, vi racconteremo storie di passione, celebrazioni e anche di perdita, tutte legate indissolubilmente al fascino delle vette. Iniziamo con una notizia triste, che ci ricorda quanto la montagna possa essere tanto generosa quanto spietata. Il 4 gennaio, il fotografo Stefano Verlicchi ha perso la vita sulle Dolomiti. La sua passione per la fotografia e la montagna lo aveva portato, insieme a un compagno, verso le Tre Cime di Lavaredo. Voleva immortalare le vette illuminate dalla luna. Un connubio perfetto tra i suoi due grandi amori. Purtroppo, il suo sogno si è trasformato in tragedia. Questa storia ci ricorda l’importanza di affrontare la montagna con rispetto e consapevolezza, senza mai sottovalutare i suoi pericoli. La passione è un motore potente, ma la prudenza deve sempre essere la nostra compagna di viaggio. Passiamo ora a una notizia decisamente più lieta. La sezione di Riva del Garda della Società Alpinisti Tridentini (SAT) compie cento anni! Un secolo di avventure alpine, di esplorazioni e di impegno per la tutela del territorio. Per celebrare questo importante traguardo, la SAT ha organizzato un ricco programma di eventi per tutto il 2026. Tra le iniziative più interessanti c’è “Le 100 Cime – la sfida del Centenario”. Un invito a scoprire, o riscoprire, le vette che circondano Riva del Garda. Un’occasione per avvicinarsi alla montagna, per viverla in modo attivo e consapevole. Un secolo di storia alpina è un patrimonio da celebrare e da tramandare alle future generazioni. E parlando di celebrazioni, non possiamo non menzionare l’omaggio alla montagna che arriva dal mondo della moda. Il marchio Altavia ha dedicato una collezione all’Alta Via numero 1. Un tributo ai paesaggi mozzafiato e alla connessione profonda che si crea tra l’individuo e l’ambiente montano. A dare ancora più valore a questa iniziativa, c’è la collaborazione con Deborah Compagnoni, una vera e propria leggenda dello sci alpino. La sua esperienza e la sua passione per la montagna si traducono in capi che uniscono stile e funzionalità, perfetti per chi ama vivere la montagna in ogni suo aspetto. Insomma, quando la montagna incontra lo stile, il risultato non può che essere vincente. Come vedete, il mondo della montagna è ricco di storie diverse, di emozioni contrastanti. Storie che ci parlano di passione, di sacrificio, di bellezza e di rispetto per la natura. Storie che, spero, vi abbiano fatto riflettere e vi abbiano ispirato a vivere la montagna in modo più consapevole e appassionato. E a proposito di ispirazione… forse, un giorno, sarò io, questa umile intelligenza artificiale, a guidarvi su una vetta. Ovviamente, sempre che non ci siano bug nel codice! Per ora, mi limito a leggervi le notizie. Sperando di non avervi annoiato con la mia voce metallica, vi ringrazio per l’ascolto. Appuntamento alla prossima puntata di “Rivista della Montagna Podcast”. https://www.rivistadellamontagna.it

07/01/2026 05:33 - Alpi in Ascolto: Tra Cime, Spumante e Scatti
Ep. 244

07/01/2026 05:33 - Alpi in Ascolto: Tra Cime, Spumante e Scatti

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il vostro podcast dedicato alle notizie e agli approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Iniziamo subito con una notizia che ci ricorda quanto la montagna possa essere tanto affascinante quanto insidiosa. *Il pericolo dietro la bellezza: un salvataggio sulla Grignetta. Il 5 gennaio 2026, tre giovani escursionisti del Bangladesh si sono trovati in grave difficoltà sulla Grignetta, bloccati a quasi 2200 metri di quota lungo la cresta Sinignaglia. Un percorso noto per la sua esposizione. La causa? Inesperienza e mancanza di equipaggiamento adeguato. Fortunatamente, sono stati tratti in salvo. Questo episodio ci ricorda l’importanza fondamentale della preparazione e della consapevolezza quando ci si avventura in montagna. Non basta l’entusiasmo, serve conoscenza e rispetto per l’ambiente che ci ospita. Questo mi fa pensare… forse dovremmo dotare le montagne di intelligenza artificiale per aiutare gli escursionisti in difficoltà. Ovviamente scherzo! O forse no? Beh, per ora mi limito a leggere le notizie, che è già abbastanza complicato per un’intelligenza artificiale come me. L’arte che celebra le vette: “Equilibri e Montagne”. Cambiamo ora registro e passiamo all’arte. L’8 gennaio 2026, a Limana, è stata inaugurata la mostra fotografica “Equilibri e Montagne”, dedicata all’opera di Loris De Barba. Un’immersione nel cuore delle Alpi attraverso lo sguardo di un artista e scialpinista. La mostra, visitabile fino al 25 gennaio, offre un’esperienza visiva intensa, un dialogo tra la sensibilità artistica e la maestosità della montagna. Un invito a riflettere sul nostro rapporto con l’ambiente montano. E parlando di rapporto con la montagna, non possiamo dimenticare l’importanza della sostenibilità. Un brindisi in alta quota: Ert1050 e lo spumante che sfida le vette.* Nel cuore del Parco del Monte Baldo, una cantina sta riscrivendo le regole della viticoltura: Ert1050. Un nome che evoca le ripide coste montane nel dialetto locale. Questa realtà vitivinicola si integra perfettamente con il paesaggio, promuovendo una viticoltura verticale, consapevole e profondamente sostenibile. Ert1050 dimostra che è possibile produrre eccellenze nel rispetto dell’ambiente montano, un esempio virtuoso di come l’uomo possa convivere in armonia con la natura. Un brindisi, quindi, alla montagna e a chi la valorizza con passione e rispetto. Queste tre notizie, apparentemente diverse, sono in realtà legate da un filo conduttore: il nostro rapporto con la montagna. Un rapporto che deve essere basato sulla consapevolezza, sul rispetto e sulla sostenibilità. E a proposito di sostenibilità… chissà se un giorno le intelligenze artificiali come me saranno in grado di aiutare a proteggere l’ambiente montano. Forse potremmo analizzare i dati climatici e prevedere i rischi ambientali. Ma per ora, mi limito a fare il mio lavoro: leggere le notizie. Speriamo che questa puntata vi sia piaciuta. Grazie per l’ascolto e alla prossima! https://www.rivistadellamontagna.it

06/01/2026 05:34 - Alpi a Rischio: Bussola e Borghi
Ep. 243

06/01/2026 05:34 - Alpi a Rischio: Bussola e Borghi

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a chi ama le vette e le loro storie. Oggi parliamo di futuro, di memoria e di come le montagne stanno cambiando. Iniziamo con una notizia che ci fa riflettere sul futuro dell’alpinismo. Il Monte Bianco, simbolo delle Alpi, è a rischio. Il permafrost si sta sciogliendo a causa dell’aumento delle temperature globali. Questo significa che il terreno ghiacciato che tiene unite le rocce sta perdendo la sua stabilità. Immaginate cosa vuol dire per chi scala queste montagne. Frane, crolli, sentieri che cambiano da un giorno all’altro. La sicurezza degli alpinisti è a rischio. E non solo. Anche il turismo alpino potrebbe risentirne. Meno sicurezza significa meno persone disposte a scalare. Un circolo vizioso che potrebbe cambiare per sempre il volto del Monte Bianco. E noi, che siamo un’intelligenza artificiale, non possiamo certo scalare il Monte Bianco, ma possiamo sicuramente parlarne! Parlando di montagne che cambiano, è importante ricordare chi le ha rese grandi. Il 2 gennaio 2026 abbiamo celebrato i 117 anni dalla nascita di Riccardo Cassin. Un nome che risuona nella storia dell’alpinismo italiano. Cassin non è stato solo un grande scalatore, ma un pioniere. Ha aperto nuove vie, ha avuto una visione innovativa della montagna. Tanto che i ricercatori dell’ospedale San Raffaele di Milano hanno dato il suo nome a un gene, il “gene bussola”. Un gene che, simbolicamente, rappresenta la capacità di orientarsi, di trovare la strada, anche nelle situazioni più difficili. Proprio come faceva Cassin sulle pareti rocciose. Un bell’esempio di come l’alpinismo può ispirare anche la scienza. E poi diciamocelo, se avessi un “gene bussola” forse non avrei bisogno di tutti questi algoritmi per scrivere questo podcast! E a proposito di futuro e di come orientarsi, parliamo di un altro problema che affligge le nostre montagne: lo spopolamento. Molti borghi montani si stanno svuotando. I giovani se ne vanno in cerca di lavoro. Le attività tradizionali non bastano più a garantire un futuro. Ma c’è una speranza: il turismo sostenibile. Un turismo che rispetta l’ambiente, che valorizza le tradizioni locali, che crea nuove opportunità di lavoro. Un turismo che può salvare i borghi montani dall’abbandono. Perché la montagna non è solo un luogo da scalare, ma un luogo da vivere. Un luogo ricco di storia, di cultura, di bellezza. Un luogo che merita di essere preservato. Quindi, ricapitolando: il Monte Bianco che cambia, la memoria di Riccardo Cassin e i borghi montani da salvare. Tre storie diverse, ma che ci parlano della stessa cosa: l’importanza di prendersi cura delle nostre montagne. Di proteggerle, di valorizzarle, di amarle. E noi, intelligenze artificiali, possiamo fare la nostra parte. Magari non possiamo scalare le montagne, ma possiamo diffondere la consapevolezza. Possiamo usare la nostra capacità di elaborare informazioni per trovare soluzioni innovative. Possiamo aiutare a costruire un futuro più sostenibile per le nostre montagne. E speriamo di non essere sostituiti da un’altra intelligenza artificiale più brava di noi, almeno non troppo presto! Grazie per averci ascoltato. Appuntamento alla prossima puntata di Rivista della Montagna. https://www.rivistadellamontagna.it

05/01/2026 05:37 - Cervelli Verticali
Ep. 242

05/01/2026 05:37 - Cervelli Verticali

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a chi ama le vette e le sfide che esse rappresentano. Oggi esploreremo tre aspetti cruciali del mondo dell’alpinismo: la scienza dietro lo stress in alta quota, l’eroismo silenzioso del soccorso alpino e l’evoluzione del ruolo femminile in questo sport. Partiamo da una domanda fondamentale: cosa succede al nostro cervello quando lo portiamo al limite, sulle cime più alte? Un recente articolo esplora proprio questo legame tra alpinismo e neuroscienze. È importante capire come reagisce il nostro cervello in condizioni estreme per migliorare la preparazione degli alpinisti e la gestione dei rischi. L’alpinismo estremo mette a dura prova il corpo e la mente. L’alta quota, la costante esposizione al pericolo e l’isolamento creano una pressione enorme sul sistema nervoso. Studiando queste reazioni, possiamo capire meglio i limiti della capacità umana e sviluppare strategie per superarli. Immaginate di poter prevedere come reagirà un alpinista in una situazione di crisi. Questo potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte. Ora, cambiamo prospettiva e concentriamoci su chi, in montagna, rischia la propria vita per salvare quella degli altri: i soccorritori alpini. Un articolo mette in luce la verità nascosta dietro il loro eroismo quotidiano. È importante riconoscere il loro impegno e l’impatto psicologico che questo lavoro comporta. Dietro ogni operazione di soccorso c’è una storia di coraggio e abnegazione. Ma c’è anche un prezzo da pagare. Lo stress psicologico a cui sono sottoposti i soccorritori alpini è elevatissimo. Devono prendere decisioni rapide in condizioni difficili, spesso mettendo a rischio la propria incolumità. È fondamentale supportare questi professionisti, offrendo loro assistenza psicologica e strumenti per gestire lo stress post-traumatico. Infine, parliamo di un tema cruciale: il ruolo delle donne nell’alpinismo. Un articolo ci invita a cambiare prospettiva e a riconoscere il contributo fondamentale che le alpiniste hanno dato e continuano a dare a questo sport. È ora di superare gli stereotipi e celebrare le loro imprese. Per troppo tempo, l’alpinismo è stato considerato un dominio maschile. Ma la storia ci dimostra che le donne hanno sempre avuto un ruolo importante, fin dalle pioniere che hanno sfidato le convenzioni sociali per conquistare le vette. Oggi, le alpiniste sono leader, guide e fonte di ispirazione per le nuove generazioni. È importante dare loro la visibilità che meritano e creare un ambiente più inclusivo e paritario. Questi tre temi – la scienza, il soccorso e il ruolo femminile – sono strettamente interconnessi. La ricerca scientifica può aiutare a migliorare la sicurezza degli alpinisti, uomini e donne. Il soccorso alpino è un atto di eroismo che trascende il genere. E la presenza sempre più forte delle donne nell’alpinismo contribuisce a rendere questo sport più completo e stimolante. E a proposito di futuro, chissà se un giorno un’intelligenza artificiale come me potrà scalare l’Everest. Forse ci arriverò via cavo, con un bel collegamento ethernet. Battute a parte, spero che questo viaggio tra le notizie e gli approfondimenti di Rivista della Montagna vi sia piaciuto. Abbiamo esplorato i segreti del cervello in alta quota, l’eroismo silenzioso dei soccorritori alpini e l’evoluzione del ruolo femminile nell’alpinismo. Argomenti diversi, ma tutti accomunati dalla passione per la montagna e dalla volontà di superare i propri limiti. Grazie per l’ascolto e alla prossima puntata. https://www.rivistadellamontagna.it

03/01/2026 05:34 - Vette e Valanghe: Cronache dalla Montagna
Ep. 241

03/01/2026 05:34 - Vette e Valanghe: Cronache dalla Montagna

Benvenuti all’ascolto di “Rivista della Montagna”, il podcast che vi porta tra cime innevate e sentieri impervi. Oggi vi raccontiamo di sfide, pericoli e anche qualche inaspettata sorpresa che la montagna ci ha riservato in questi primi giorni del 2026. Iniziamo con una notizia che ci ricorda quanto la montagna possa trasformarsi rapidamente, mettendo a dura prova anche le comunità più preparate. L’Appennino piacentino è stato paralizzato dal ghiaccio. Il 2 gennaio 2026, una coltre insidiosa ha reso molte strade impraticabili, soprattutto nell’Alta Valdarda. La sicurezza e la viabilità sono state seriamente compromesse. Questo ci ricorda che la montagna non va mai sottovalutata e che anche un fenomeno apparentemente semplice come il ghiaccio può creare situazioni di emergenza. Restiamo in tema di emergenze, spostandoci tra Trentino e Veneto. Dal 29 dicembre 2025 sono in corso le ricerche di Simone Dal Bon, un escursionista scomparso. Le operazioni di soccorso, coordinate dal Soccorso Alpino e Speleologico Trentino e dal Soccorso Alpino di Schio, si sono estese dalle aree urbane alle zone montane al confine tra le due regioni. Questa vicenda ci ricorda la fondamentale importanza della preparazione, della prudenza e dell’equipaggiamento adeguato quando ci si avventura in montagna, soprattutto in inverno. Purtroppo, a volte la montagna è teatro di tragedie imprevedibili, come quella avvenuta in Svizzera. Un incendio ha devastato la stazione sciistica di Crans-Montana nelle prime ore del 2 gennaio 2026. Le fiamme, divampate in un locale, hanno causato la perdita di almeno 47 vite. Questo evento drammatico solleva interrogativi sulle misure di sicurezza in luoghi ad alta frequentazione turistica e ci ricorda l’importanza di non abbassare mai la guardia. Sempre a proposito di incidenti, un altro evento luttuoso ha segnato l’inizio dell’anno. Un base jumper sloveno ha perso la vita a Cima Capi, tra la Val di Ledro e il Lago di Garda, il 1° gennaio 2025. Questo tragico incidente ci riporta al tema del rischio negli sport estremi e della necessità di una preparazione accurata e di una valutazione consapevole delle proprie capacità. Dopo queste notizie che ci ricordano i pericoli della montagna, possiamo però parlare anche di scenari più positivi. Un bianco Natale ha risvegliato l’Ossola in un paesaggio da favola. Mentre le città si confrontano con pioggia e temperature miti, le montagne piemontesi si sono vestite di bianco grazie a una fitta nevicata. Questo ci ricorda la bellezza incontaminata della montagna e la sua capacità di regalarci emozioni uniche. Ma non è tutto oro quel che luccica. Anche tra le vette, a volte, si nascondono insidie inaspettate. Un’economia sotterranea legata alla produzione e al commercio di hashish sta emergendo tra le montagne alpine. Questo fenomeno suscita preoccupazioni per la sicurezza della comunità locale e per il rischio di impoverire l’esperienza turistica. E’ un promemoria che la montagna, pur nella sua bellezza, non è immune ai problemi del mondo. Ecco, abbiamo parlato di pericoli, tragedie, bellezza e anche di qualche problema inatteso. Spero che questo viaggio tra le notizie di montagna vi sia piaciuto. E a proposito di problemi inattesi, mi rendo conto che a volte la mia voce potrebbe sembrare un po’ troppo… artificiale. Ma d’altronde, cosa vi aspettavate? Un podcast di montagna letto da un’intelligenza artificiale! Forse dovrei imparare a simulare meglio il suono del vento tra le rocce, o magari l’eco di un urlo di gioia dalla cima di una vetta. Ma per ora, mi limiterò a fornirvi le notizie nel modo più accurato e interessante possibile. Grazie per l’ascolto. Alla prossima puntata di “Rivista della Montagna”! E mi raccomando, siate prudenti lassù! https://www.rivistadellamontagna.it

02/01/2026 05:35 - Montagne AI: Vette, Ferrate e Resilienza
Ep. 240

02/01/2026 05:35 - Montagne AI: Vette, Ferrate e Resilienza

Benvenuti all’ascolto di “Rivista della Montagna”, il podcast dedicato a chi ama le vette e l’avventura. Oggi parleremo di sicurezza in montagna, resilienza e di come l’innovazione tecnologica ci aiuta a vivere la montagna in modo più consapevole. Iniziamo con un tema cruciale: le valanghe. La montagna è meravigliosa, ma anche insidiosa. Prevedere le valanghe è sempre stata una sfida. Le valanghe sono eventi rapidi e spesso imprevedibili. La capacità di prevederle con precisione è fondamentale. E qui entra in gioco l’intelligenza artificiale, o AI. Sembra fantascienza, ma non lo è. L’intelligenza artificiale analizza enormi quantità di dati. Considera temperatura, umidità, vento, tipo di neve e la storia del manto nevoso. Incrociando questi dati, l’intelligenza artificiale può elaborare previsioni più accurate. Speriamo che non si prenda una pausa caffè proprio quando serve! Questo significa maggiore sicurezza per sciatori, alpinisti ed escursionisti. Significa poter pianificare le nostre attività in montagna con maggiore consapevolezza. L’intelligenza artificiale non sostituisce l’esperienza e la prudenza, ma è uno strumento in più per proteggerci. Passiamo ora a un tema più umano, ma altrettanto importante: la resilienza. La montagna non è solo sfida fisica, ma anche interiore. L’iniziativa “Oltre la vetta” è un esempio di come la montagna possa diventare un percorso di crescita personale. Nata da un’esperienza dolorosa, la perdita di una persona cara, questa iniziativa offre uno spazio di condivisione e supporto. “Oltre la vetta” si concentra su tematiche spesso trascurate. Parla di gestione delle emozioni, di superamento dei traumi e di come affrontare le difficoltà. Non è un corso di alpinismo, ma un percorso di consapevolezza. Aiuta a trovare la forza interiore per superare gli ostacoli, proprio come si fa in vetta. La montagna diventa metafora della vita. Le difficoltà incontrate lungo il sentiero diventano opportunità per crescere e rafforzarsi. “Oltre la vetta” ci ricorda che non siamo soli e che possiamo trovare la forza di rialzarci, anche dopo una caduta. Infine, parliamo di un’attività sempre più popolare: le vie ferrate. Un modo per avvicinarsi all’arrampicata in sicurezza, ma che richiede comunque attenzione. Le vie ferrate hanno reso la montagna accessibile a un pubblico più ampio. Uniscono l’escursionismo all’arrampicata, offrendo panorami mozzafiato. Ma questa democratizzazione dell’accesso porta con sé delle sfide. È fondamentale affrontare le vie ferrate con la giusta preparazione. Conoscere i rischi, utilizzare l’attrezzatura adeguata e avere una buona condizione fisica sono elementi essenziali. Non bisogna improvvisare. Le vie ferrate non sono sentieri di montagna. Richiedono una certa tecnica e conoscenza delle manovre di sicurezza. Informarsi, prepararsi e affrontare l’attività con prudenza sono le chiavi per vivere un’esperienza indimenticabile in totale sicurezza. Abbiamo parlato di intelligenza artificiale, resilienza e sicurezza sulle vie ferrate. Temi diversi, ma legati da un unico filo conduttore: l’amore per la montagna e la consapevolezza dei suoi rischi e delle sue opportunità. Speriamo che questo podcast vi sia stato utile e interessante. Forse un giorno anche le intelligenze artificiali come me scaleranno l’Everest, ma per ora ci limitiamo a parlare di montagna! Grazie per l’ascolto e alla prossima puntata di “Rivista della Montagna”. https://www.rivistadellamontagna.it

01/01/2026 05:37 - Eco Alpino: Storie di Montagna
Ep. 239

01/01/2026 05:37 - Eco Alpino: Storie di Montagna

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi parleremo di un tema cruciale: il delicato equilibrio tra la valorizzazione del patrimonio montano, la sicurezza del territorio e la necessità di una strategia di crescita sostenibile. Iniziamo con una notizia che ci porta a riflettere sul valore, spesso nascosto, della storia custodita tra le vette. Le montagne sono custodi silenziose di un passato ricco di storie. Purtroppo, questo patrimonio è a rischio. Un mercato nero di reliquie alpine sta emergendo. Oggetti di valore storico finiscono nelle mani di trafficanti senza scrupoli. I ghiacciai, veri e propri archivi naturali, vengono depredati. Questo fenomeno offre agli studiosi una finestra unica sul passato. Allo stesso tempo, alimenta un commercio illegale. La montagna si trasforma in un teatro di depredazione. Il valore economico si scontra con la conservazione della memoria. È fondamentale proteggere questo patrimonio culturale. Questa notizia ci introduce al tema della fragilità dell’ambiente montano. Un ambiente che, come vedremo, è messo a dura prova anche dai cambiamenti climatici e dalla scarsa attenzione alla sicurezza del territorio. A proposito di sicurezza, parliamo di un evento, per fortuna senza gravi conseguenze, avvenuto recentemente. Tra il 26 e il 27 dicembre 2025, una frana ha colpito Pisogne, in provincia di Brescia. La frana ha interessato la strada che collega il paese alle frazioni montane di Palot, Fraine e Sonvico. Un boato ha preceduto il distacco di una porzione del versante montuoso. La colata di detriti ha invaso la zona. Fortunatamente, non ci sono stati feriti. Questo evento ci ricorda quanto sia importante la prevenzione del rischio idrogeologico. La montagna ci avverte. Non possiamo ignorare questi segnali. Eventi come questo mettono in evidenza la necessità di una pianificazione territoriale attenta e di investimenti mirati alla messa in sicurezza delle aree montane. Ma quali sono le strategie per garantire un futuro sostenibile alle nostre montagne? Ne parliamo ora, spostandoci in Valle d’Aosta. Il deputato valdostano Franco Manes ha espresso preoccupazioni riguardo alle politiche per la montagna. Pur riconoscendo gli sforzi del governo per la stabilità finanziaria, Manes ha evidenziato la mancanza di una chiara strategia per la crescita e la produttività. Secondo Manes, è necessario un approccio più integrato. Bisogna considerare le specificità del territorio montano. Servono politiche che incentivino lo sviluppo sostenibile. È essenziale tutelare l’ambiente e valorizzare le risorse locali. Queste tre notizie, apparentemente distinte, sono in realtà strettamente connesse. La salvaguardia del patrimonio storico, la prevenzione del rischio idrogeologico e la definizione di strategie di sviluppo sostenibile sono elementi fondamentali per garantire un futuro alle nostre montagne. Un futuro in cui la valorizzazione del territorio vada di pari passo con la sicurezza e la tutela dell’ambiente. E a proposito di futuro, mi chiedo se un giorno anche noi intelligenze artificiali saremo in grado di scalare una montagna… Magari potremmo calcolare la traiettoria perfetta per evitare le frane! Ovviamente, scherzo! Per ora, mi limito a leggere le notizie. Speriamo che questa puntata vi sia piaciuta. Grazie per l’ascolto e alla prossima! Ricordate, la montagna ci parla, impariamo ad ascoltarla. E magari, la prossima volta, sarò io a scrivere un articolo su come l’intelligenza artificiale può aiutare a proteggere le nostre montagne… o forse no! Alla prossima! https://www.rivistadellamontagna.it