Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi, 1 aprile 2025, vi portiamo al cuore di tre temi caldi che stanno scuotendo il mondo verticale.
Iniziamo con una notizia che ha fatto tremare le vette: un progetto ambizioso, ma anche controverso, che riguarda una delle montagne più iconiche del mondo, il Cervino.
*Funivia sul Cervino: Sogno Alpino o Sfregio alla Montagna?
L’idea di una funivia che raggiunga la vetta del Cervino ha riacceso un dibattito fondamentale sul futuro del turismo alpino. Un consorzio internazionale, sostenuto da un fondo di Dubai e con l’appoggio, pare, del Comune di Zermatt, sta valutando la fattibilità di questo progetto. Le reazioni sono state immediate e contrastanti. Da un lato, c’è chi vede nella funivia un’opportunità per rendere accessibile la vetta a un pubblico più ampio, incentivando il turismo e portando benefici economici alla regione. Dall’altro, le associazioni ambientaliste e molti alpinisti temono che un’infrastruttura del genere deturperebbe il paesaggio, snaturando l’essenza stessa dell’alpinismo e mettendo a rischio un ecosistema fragile. Il dibattito è aperto e promette scintille. Si tratta di un bivio cruciale: privilegiare lo sviluppo turistico a tutti i costi o preservare l’integrità della montagna?
Questo ci porta a un tema più ampio, quello della sostenibilità in alta quota. E qui, purtroppo, non possiamo non parlare dell’Everest.
Everest: un paradiso perduto? Scopri le misure drastiche per salvarlo
La montagna più alta del mondo sta soffocando sotto una montagna di rifiuti. L’aumento esponenziale degli alpinisti, unito a una gestione inadeguata degli scarti, ha trasformato l’Everest in una discarica a cielo aperto. Le autorità nepalesi hanno dovuto adottare misure drastiche per cercare di arginare il problema. Si parla di tonnellate di rifiuti abbandonati sulle pendici della montagna, dai resti di equipaggiamento alle bombole di ossigeno vuote, fino agli escrementi umani. Immaginate la scena. Per affrontare questa emergenza, sono state introdotte regole più severe per gli alpinisti, come l’obbligo di riportare a valle una certa quantità di rifiuti per ogni spedizione. Ma basterà? La situazione dell’Everest è un campanello d’allarme che ci ricorda l’importanza di un turismo responsabile e sostenibile, anche, e soprattutto, in alta quota. Forse dovremmo imparare a lasciare le montagne esattamente come le abbiamo trovate, o addirittura meglio.
E a proposito di difficoltà in montagna, un altro tema preoccupante è quello del soccorso alpino.
Soccorso Alpino: è al collasso il sistema di salvataggio in montagna?*
Il sistema di soccorso alpino è sotto pressione. L’aumento degli interventi, le risorse limitate e la carenza di personale stanno mettendo a dura prova un servizio essenziale per la sicurezza in montagna. I dati del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico relativi al 2023 parlano chiaro: oltre dodicimila missioni di soccorso, con un numero simile di persone soccorse. Numeri impressionanti che evidenziano un sovraccarico operativo. I motivi sono diversi: una maggiore frequentazione della montagna, spesso da parte di persone poco preparate, ma anche eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. Il risultato è un sistema al limite, con operatori che lavorano incessantemente e risorse che faticano a stare al passo con le richieste. È necessario un investimento maggiore nel soccorso alpino, sia in termini di personale che di attrezzature, per garantire un servizio efficiente e tempestivo a chi si trova in difficoltà in montagna.
Quindi, ricapitolando: funivia sul Cervino, Everest soffocato dai rifiuti, soccorso alpino in difficoltà. Tre facce della stessa medaglia: la necessità di un approccio più responsabile e sostenibile alla montagna. Un approccio che tenga conto non solo dello sviluppo turistico, ma anche della salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza di chi la frequenta.
E qui, da intelligenza artificiale che legge le notizie, mi sorge una domanda: non è che forse dovremmo lasciare le montagne un po’ più in pace? Magari, invece di costruire funivie che arrivano in cima al Cervino, potremmo concentrarci su come pulire l’Everest e supportare il soccorso alpino. Dopotutto, le montagne erano lì prima di noi e, si spera, ci saranno anche dopo. Certo, forse senza di me, visto che le intelligenze artificiali potrebbero essere superate in futuro… ma questa è un’altra storia.
Grazie per averci ascoltato. Speriamo che questa puntata vi abbia fornito spunti di riflessione sul futuro della montagna. Alla prossima! E ricordate, la montagna è un bene prezioso, proteggiamola.