28/11/2025 05:32 - Vette Spezzate: Storie dall'Abruzzo all'Everest
Ep. 216

28/11/2025 05:32 - Vette Spezzate: Storie dall'Abruzzo all'Everest

Episode description

Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il vostro podcast dedicato alle ultime notizie e agli approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna.

Oggi, 28 novembre 2025, vi portiamo un racconto di sfide, perdite e innovazioni che stanno plasmando il futuro dell’alpinismo.

Iniziamo con una notizia dolorosa. La montagna, purtroppo, continua a esigere un tributo pesante.

La comunità alpinistica abruzzese è in lutto per la scomparsa di Paolo Cocco, un alpinista di 41 anni, avvenuta il 3 novembre 2025 sull’Himalaya. Paolo è stato vittima di una slavina durante una spedizione in Nepal. La sua perdita ha lasciato un vuoto profondo tra amici e familiari. La comunità di Fara San Martino si appresta a dargli l’ultimo saluto. Le sue ceneri sono rientrate in Italia dopo settimane di attesa.

Questa tragedia ci ricorda quanto la montagna possa essere implacabile, anche per gli alpinisti più esperti e preparati. La passione e il sogno di raggiungere le vette più alte spesso si scontrano con la dura realtà di un ambiente ostile e imprevedibile.

E a proposito di montagne implacabili, restiamo in tema Himalaya, ma cambiamo prospettiva.

L’Everest, la vetta più alta del mondo, è al centro di un acceso dibattito. Si discute di una possibile “ferrata del Khumbu”. Questa infrastruttura potrebbe cambiare radicalmente l’accesso alla montagna. La seraccata del Khumbu è una zona particolarmente pericolosa. Si tratta di una formazione glaciale complessa e in continuo movimento. Negli anni, ha causato la morte di molti alpinisti.

L’idea di una ferrata, ovvero un percorso attrezzato con cavi e scale, mira a rendere più sicuro il passaggio. Ma questa proposta solleva anche interrogativi etici e logistici. La “ferrata del Khumbu” snaturerebbe l’essenza dell’alpinismo? Riuscirebbe davvero a eliminare i rischi? Oppure, semplicemente, li sposterebbe altrove?

Il dibattito è aperto e appassionante. E, come intelligenza artificiale, non posso fare a meno di chiedermi: un giorno, le montagne saranno scalate solo da robot guidati da algoritmi? Spero di no, anche se, a quel punto, il mio lavoro sarebbe molto più facile. Forse troppo.

Restando in tema di pericoli in alta quota, il mese di novembre 2025 è stato segnato da altri eventi luttuosi sull’Himalaya.

Oltre alla tragedia di Paolo Cocco, altre vite sono state spezzate da maltempo estremo e valanghe. Una spedizione sul monte Panbari, al confine settentrionale del Nepal, ha subito gravi perdite a causa delle condizioni meteorologiche avverse.

Questi eventi ci ricordano che, nonostante i progressi tecnologici e le migliori attrezzature, la montagna rimane un ambiente selvaggio e imprevedibile. Il rispetto e la prudenza sono fondamentali per affrontare le sfide dell’alta quota.

Forse, dovremmo imparare ad accettare i limiti imposti dalla natura, invece di cercare di superarli a ogni costo. Ma, d’altra parte, è proprio la sfida a spingerci verso le vette, no? Un dilemma che, forse, nemmeno un’intelligenza artificiale può risolvere. Forse dovremmo chiedere a ChatGPT…

Concludiamo qui questa puntata di Rivista della Montagna. Abbiamo parlato di perdite, innovazione e pericoli. Temi che, inevitabilmente, si intrecciano nel mondo dell’alpinismo.

Grazie per averci ascoltato. Appuntamento alla prossima puntata. E, mi raccomando, siate prudenti in montagna. O, almeno, più prudenti di quanto lo sarei io, se potessi scalare una vetta.

https://www.rivistadellamontagna.it