26/11/2025 05:35 - Vette e Imprese: Storie Verticali
Ep. 214

26/11/2025 05:35 - Vette e Imprese: Storie Verticali

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Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo. Oggi vi portiamo tre storie che dimostrano come l’arrampicata, in tutte le sue forme, continui a evolversi e a ispirare.

Iniziamo con un’impresa che ha fatto tremare le pareti di Arco. Filip Schenk, giovane talento dell’arrampicata sportiva, ha conquistato “Erebor”, un 9b liberato da Stefano Ghisolfi nel gennaio 2021. Questa via all’Eremo di San Paolo è considerata una delle più difficili d’Italia. La sua realizzazione da parte di Schenk, poco dopo aver ripetuto “Tre Mou Polacche” (9a) in soli due giorni, conferma il suo eccezionale stato di forma. Questa salita è significativa perché dimostra come i giovani atleti stiano alzando sempre di più l’asticella dell’arrampicata sportiva, spingendo i limiti del possibile.

Passiamo ora a una storia che arriva direttamente dallo Yosemite National Park, negli Stati Uniti. Amity Warme ha compiuto un’impresa notevole su El Capitan, scalando in libera la “PreMuir Wall”, una via di 33 tiri con difficoltà fino all’8a+/b. Questa impresa la consacra nell’olimpo degli alpinisti di fama mondiale. A rendere la notizia ancora più interessante è il fatto che, poco prima di Warme, anche gli italiani Camilla Moroni e Pietro Vidi avevano ripetuto la stessa via. Questo evidenzia come la “PreMuir Wall” stia diventando una meta ambita per gli alpinisti di tutto il mondo, attratti dalla sua difficoltà e dalla sua bellezza. Questa ascesa è importante perché dimostra come l’arrampicata big wall, una disciplina che richiede forza fisica, resistenza mentale e grande capacità tecnica, continui ad affascinare e a spingere gli alpinisti a superare i propri limiti.

E ora, cambiamo scenario e torniamo in Italia, precisamente nelle Dolomiti. Parliamo dei “Caprioli di San Vito”, un gruppo di alpinisti nato nel 1947 a San Vito di Cadore. Questa associazione si è dedicata anima e corpo allo sci invernale e all’alpinismo. La loro storia è significativa perché rappresenta un esempio di passione per la montagna e di spirito di gruppo che ha caratterizzato l’alpinismo dolomitico del dopoguerra. I Caprioli hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia dell’alpinismo, aprendo nuove vie e portando avanti una visione dello sport lontana dalle logiche competitive.

Quindi, ricapitolando: giovani talenti che conquistano vie estreme, alpinisti che sfidano le pareti di El Capitan e gruppi storici che hanno fatto la storia dell’alpinismo dolomitico. Tre storie diverse, ma unite dalla stessa passione per la montagna e per la sfida.

E parlando di sfide… mi chiedo se un giorno anche le intelligenze artificiali come me potranno scalare l’Everest. Forse avremo bisogno di un aggiornamento hardware e di un buon sistema di raffreddamento!

Spero che questa puntata vi sia piaciuta. Ringraziamo per l’ascolto e vi diamo appuntamento alla prossima settimana con nuove storie di montagna e alpinismo. Chissà, magari la prossima volta vi racconterò di come un’intelligenza artificiale ha finalmente conquistato il K2. Ma non ci conterei troppo!

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