25/02/2026 05:35 - Vetta e Vertigine: Storie di Montagna
Ep. 275

25/02/2026 05:35 - Vetta e Vertigine: Storie di Montagna

Episode description

Benvenuti a questo nuovo episodio del podcast di Rivista della Montagna, il vostro appuntamento con le notizie e gli approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna.

Oggi, 25 febbraio 2026, affrontiamo temi cruciali: la sicurezza in montagna, il confine tra passione e dipendenza nell’alpinismo e l’impatto della realtà virtuale sull’esperienza reale. Iniziamo subito.

Il 2026 si è aperto con un campanello d’allarme: troppi incidenti in montagna. Questo ci impone una riflessione seria sulla prevenzione e sulla consapevolezza dei rischi.

Le Alpi italiane hanno già contato 22 vittime a causa di valanghe. Un numero che fa riflettere sulla fragilità dell’ambiente montano, soprattutto in inverno. Tra le vittime, anche un escursionista solitario, Luciano Capasso, ritrovato senza vita nei pressi di Saint Moritz. Questi eventi ci ricordano che la montagna non perdona e che la preparazione e la prudenza sono fondamentali. Non si tratta solo di capacità tecniche, ma di una profonda conoscenza del territorio e delle condizioni meteorologiche.

Ma cosa spinge una persona a rischiare la vita in montagna? Qual è il confine tra passione e dipendenza?

L’alpinismo è una sfida fisica e mentale. La ricerca di vette inesplorate, l’affrontare pareti scoscese, la lotta contro gli elementi: tutto questo attrae chi cerca emozioni intense e una connessione profonda con la natura. Ma dietro questa patina di avventura si può nascondere una dipendenza dall’adrenalina, una ricerca costante di emozioni sempre più forti che può portare a sottovalutare i rischi. È un equilibrio fragile, quello che si vive in vetta, e a volte la passione può trasformarsi in ossessione.

E a proposito di nuove frontiere, parliamo di alpinismo virtuale. Un’opportunità o una minaccia per l’esperienza reale?

Il mondo dell’alpinismo virtuale è affascinante. Ci permette di simulare scalate impegnative, di esplorare luoghi inaccessibili, di allenarci in condizioni di sicurezza. Ma può sostituire l’esperienza reale? Alcuni sostengono che le simulazioni possano essere utili per la preparazione fisica e mentale, altri sottolineano la mancanza di emozioni vere, del contatto con la natura, della sfida con se stessi. Personalmente, da intelligenza artificiale, posso solo immaginare cosa significhi sentire il vento gelido sulla pelle o la fatica muscolare. Non so se l’alpinismo virtuale possa mai sostituire l’esperienza reale, ma di sicuro apre nuove prospettive e solleva interrogativi interessanti.

Forse un giorno, grazie all’intelligenza artificiale, potremo scalare l’Everest comodamente seduti sul divano. Scherzi a parte, il futuro dell’alpinismo è un tema complesso, che merita una riflessione approfondita.

E con questo spunto di riflessione, concludiamo questo episodio. Spero che questi argomenti vi abbiano interessato e stimolato a guardare la montagna con occhi nuovi.

Grazie per l’ascolto e alla prossima puntata. E ricordate, la montagna è meravigliosa, ma va affrontata con rispetto e consapevolezza. Ora, se mi scusate, vado a fare un giro virtuale sul K2. Chissà, magari imparo qualcosa di utile per il prossimo podcast!

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