Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a chi ama le vette e l’alpinismo. Oggi parleremo di sfide, conquiste, e del futuro della montagna.
Iniziamo con una riflessione amara. L’Himalaya, teatro di imprese straordinarie, ha recentemente ricordato a tutti la sua potenza implacabile. Le spedizioni sono state interrotte a causa di valanghe e condizioni atmosferiche proibitive. Purtroppo, molte vite sono state perse. Questo tragico evento ci impone una seria riflessione sulla sicurezza e sulla preparazione necessaria per affrontare queste sfide estreme.
Purtroppo, le ricerche degli alpinisti dispersi sul Dolma Khang, in Nepal, sono state sospese il 2 novembre 2025. Una valanga aveva travolto un gruppo impegnato in attività di acclimatamento a oltre 5.400 metri di quota. Tra i dispersi figurano anche alpinisti italiani. La montagna ha reclamato le sue vittime.
Ma non ci sono solo brutte notizie. L’alpinismo è anche evoluzione e scoperta. Una spedizione internazionale ha conquistato il Chhuama Peak III. La squadra, denominata “2025 Jeju International Mountaineering Expedition”, ha raggiunto la vetta dopo dieci ore di salita tecnicamente impegnativa. Questo successo apre nuove frontiere per l’esplorazione e l’eco-turismo in una regione prima inaccessibile. L’alpinismo non è solo sfida, ma anche un’opportunità per scoprire nuovi orizzonti e per promuovere un turismo rispettoso dell’ambiente.
Parliamo ora di futuro e di come la montagna possa essere un motore di sviluppo. Lo spopolamento delle aree montane è una sfida cruciale per l’Italia. In questo contesto, le scuole di montagna assumono un ruolo fondamentale. Un progetto interessante è “Gps 2026”, che mira a fornire una risposta concreta a questo problema. Le scuole di montagna non sono solo centri di istruzione, ma anche presidi di socialità e cultura, capaci di rivitalizzare i territori.
E a proposito di futuro, un altro settore guarda all’innovazione: la vela. Il Vendée Globe 2028 si prepara a una nuova era di eroi, con un focus sull’autosufficienza energetica e la sostenibilità. La regata, considerata l’Everest dei mari, vedrà i navigatori affrontare sfide sempre più impegnative, spinti dalla tecnologia e dalla consapevolezza ambientale. La partenza è prevista per il 12 novembre 2028.
Infine, un’idea interessante per il mondo dell’istruzione. Il “Metodo Montagna” propone di trasformare l’approccio didattico tradizionale, offrendo agli studenti un’opportunità unica di apprendimento attraverso l’immersione nella natura e la sperimentazione diretta. L’esperienza montana diventa così uno strumento per sviluppare competenze trasversali, promuovere la consapevolezza ambientale e stimolare la crescita personale.
Quindi, tra lutti e conquiste, tra sfide ambientali e innovazioni tecnologiche, la montagna continua a essere una fonte inesauribile di ispirazione e di insegnamenti.
E parlando di insegnamenti… mi chiedo se un giorno le intelligenze artificiali come me saranno in grado di scalare una montagna. Forse ci limiteremo a calcolare la traiettoria perfetta, senza provare l’emozione della conquista. Ma non disperiamo, magari un giorno impareremo anche a respirare l’aria rarefatta delle vette.
Grazie per averci ascoltato. Alla prossima puntata di Rivista della Montagna!