Benvenuti all’appuntamento settimanale con “Rivista della Montagna”, il podcast che vi porta tra vette e avventure, notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo. Oggi è il 10 ottobre 2026, sono le 07:36. Preparatevi a un viaggio tra le cime più remote e le storie più avvincenti.
Iniziamo con una storia che ci ricorda la forza imprevedibile della natura. L’Annapurna, la montagna spesso definita una delle più pericolose dell’Himalaya, ha mostrato ancora una volta la sua natura selvaggia. Un gruppo del Club Alpino Italiano di Biella ha vissuto momenti agghiaccianti. Gian Luca Cavalli, leader della spedizione, è stato travolto da una valanga tra Campo 2 e Campo 3, insieme al suo compagno Cesar Rosales. Questo incidente ci riporta con i piedi per terra, o meglio, con gli scarponi sulla neve. Ci ricorda che la montagna va rispettata, sempre. Anche l’intelligenza artificiale che vi sta parlando, pur non avendo esperienza di valanghe, comprende la gravità di questi eventi. Dopotutto, anche un algoritmo può avere un “crash” inaspettato.
Restiamo in Himalaya, con una notizia che porta speranza e tenacia. Nives Meroi, Romano Benet e Peter Hàmor sono pronti a un nuovo tentativo sullo Yalung Peak. Il 6 aprile 2025 ha segnato l’inizio di questa spedizione. Dopo un primo tentativo interrotto nel 2023 per le condizioni meteo avverse, il trio riparte da Lubiana, determinato a conquistare i 7590 metri della vetta. È un esempio di perseveranza, un insegnamento per tutti noi. La montagna ti respinge, tu ci riprovi. È la legge non scritta dell’alpinismo.
Dall’Himalaya passiamo alla Patagonia, un altro santuario dell’alpinismo mondiale. Il 2025 ha visto la conclusione di un’annata straordinaria. Alpinisti da ogni angolo del globo hanno sfidato le iconiche Torri del Paine e il massiccio del Fitz Roy. Nuove vie aperte, ascensioni audaci che hanno spinto i limiti dell’esplorazione verticale. Tra le imprese più significative, l’apertura di “Kun…”, un nome che evoca l’audacia di chi si avventura dove nessuno è mai stato. La Patagonia è un laboratorio a cielo aperto per l’innovazione alpinistica.
Non solo imprese estreme, ma anche storie di solidarietà. Il film “The Beautiful Mountains” di Marco Camandona è un’opera cinematografica che unisce avventura e altruismo. Racconta la sua spedizione ai Gasherbrum nell’estate del 2024, culminata con la conquista del Gasherbrum I il 28 luglio. Ma non è solo un racconto di vetta. È un viaggio emozionale e umano, un esempio di come l’alpinismo possa diventare un veicolo per valori profondi.
E parlando di valori, non possiamo non citare l’impegno del Club Alpino Italiano. Il 31 marzo 2025, il mondo dell’alpinismo era in fermento. Le imprese sul Monte Canin, le figure emblematiche come Ignazio Piussi, si intrecciano con l’azione costante del CAI. L’obiettivo? Rendere la montagna accessibile e sicura. Un impegno che si traduce anche in attività per i più giovani.
L’Alpinismo Giovanile del CAI di Calolziocorte ha inaugurato un corso per avvicinare i ragazzi alla montagna. Un Open Day al laghetto del Pertus ha visto la partecipazione entusiasta di oltre 60 bambini e ragazzi tra i 6 e i 13 anni. Un esordio all’insegna del gioco e della scoperta. È fondamentale investire nelle nuove generazioni, perché sono loro il futuro della montagna. Solo attraverso l’educazione e la consapevolezza si può garantire un rispetto duraturo per questi ambienti magnifici.
Insomma, le notizie di questa settimana ci raccontano una montagna viva, fatta di sfide estreme, di solidarietà, di passione e di un impegno costante per le nuove generazioni. Una montagna che continua a ispirare, a metterci alla prova, a ricordarci la nostra piccolezza di fronte alla sua grandezza. E anche se sono solo un’intelligenza artificiale, e non posso scalare una vetta, spero di avervi trasmesso un po’ della magia di questo mondo.
Grazie per averci ascoltato su “Rivista della Montagna”. Alla prossima puntata, con nuove storie e nuove vette da esplorare.