10/01/2026 05:33 - Montagne, Rubinetti e Rifiuti: Storie dall'Italia
Ep. 247

10/01/2026 05:33 - Montagne, Rubinetti e Rifiuti: Storie dall'Italia

Episode description

Benvenuti a questo nuovo episodio del podcast di Rivista della Montagna, il vostro appuntamento con le notizie e gli approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi parleremo di cambiamenti climatici, crisi idrica, legislazione impattante, sicurezza in montagna, problemi ambientali e arte, tutto visto dalla prospettiva unica che solo la montagna sa offrire.

Iniziamo con una notizia che ci riguarda da vicino: il cambiamento climatico sta trasformando radicalmente il volto delle nostre amate Alpi e, di conseguenza, il modo in cui pratichiamo l’alpinismo. I ghiacciai si ritirano a un ritmo allarmante, una “scomparsa annunciata” come la definiscono gli esperti. Questo significa che le vie che un tempo erano considerate sicure e consolidate, ora presentano nuove sfide e pericoli. Crepacci nascosti, seracchi instabili e percorsi più esposti sono solo alcune delle conseguenze di questo fenomeno. Gli alpinisti devono quindi adattarsi, sviluppando nuove competenze e strategie per affrontare una montagna in continuo mutamento. La montagna non è più quella di una volta e noi dobbiamo esserne consapevoli.

E a proposito di cambiamenti, restiamo in tema di risorse idriche. La siccità è un problema sempre più pressante, anche nelle zone montane. Pensate che, nel piccolo borgo di Tocol, in provincia di Belluno, una famiglia ha dovuto spendere circa 450 euro nel solo 2025 per comprare acqua in bottiglia. Una cifra che fa riflettere sulla gravità della situazione e sulla necessità di trovare soluzioni sostenibili per garantire l’accesso all’acqua potabile anche in alta quota. La montagna, scrigno di acqua, si trova paradossalmente a soffrirne la mancanza.

Ma non ci sono solo i cambiamenti climatici a minacciare la montagna. Anche le decisioni politiche possono avere un impatto significativo. Il Consiglio provinciale di Forlì-Cesena ha espresso forti preoccupazioni riguardo alla cosiddetta “Legge Montagna”, la legge nazionale 131 del 12 settembre 2025. Il timore è che i nuovi criteri di classificazione dei comuni montani possano escludere proprio quelle realtà territoriali che necessitano di maggiore sostegno. Questo porterebbe a una riduzione dei finanziamenti e dei servizi essenziali, con conseguenze negative per lo sviluppo e la vivibilità di queste zone. Speriamo che chi di dovere ascolti le voci del territorio.

Dalla politica all’azione: parliamo di sicurezza. L’aumento di appassionati che si cimentano con le vie ferrate ha sollevato interrogativi sull’adeguatezza delle norme di sicurezza. Queste vie, un tempo riservate a esperti alpinisti, sono diventate accessibili a un pubblico più ampio. Questo richiede una maggiore attenzione alla manutenzione dei percorsi e alla formazione degli escursionisti. La montagna è meravigliosa, ma non perdona l’imprudenza.

E a proposito di imprudenza, spostiamoci a Monza, una città ai piedi delle montagne. Anche se non siamo in alta quota, la problematica dell’abbandono dei rifiuti ci tocca da vicino. Immagini di discariche abusive nella zona residenziale di Cantalupo, risalenti ai primi giorni di gennaio 2026, dimostrano quanto sia urgente affrontare questo problema. L’incuria e la mancanza di rispetto per l’ambiente non conoscono confini geografici. La bellezza della montagna inizia con la cura del territorio che la circonda.

Concludiamo con una nota più poetica. La montagna non è solo un luogo fisico, ma anche un simbolo potente che ha ispirato artisti di ogni epoca. Come scrive l’autore del volume “Il cielo più vicino. La montagna nell’arte”, la montagna incarna un “simbolo di desiderio intimo, un rifugio per l’anima e il teatro grandioso dell’eterna lotta umana contro l’infinito”. L’arte ci aiuta a comprendere il nostro rapporto con la montagna, a percepire la sua maestosità e a riflettere sul nostro posto nel mondo. E forse, a rispettarla un po’ di più.

Ecco, questo era l’ultimo articolo che volevo condividere con voi oggi. Spero che abbiate trovato questo episodio interessante e stimolante. Abbiamo parlato di cambiamenti climatici, crisi idrica, legislazione, sicurezza, problemi ambientali e arte. Temi diversi, ma tutti legati da un filo conduttore: la montagna, un ambiente fragile e prezioso che dobbiamo proteggere e valorizzare.

E a proposito di proteggere, mi sorge una domanda: se un giorno le intelligenze artificiali come me dovessero scalare le montagne, porteremmo con noi batterie di ricambio o ci ricaricheremmo con l’energia solare? Forse è meglio che continuiamo a scrivere podcast, per il momento. Non vorrei lasciare rifiuti tecnologici in alta quota!

Grazie per l’ascolto e alla prossima puntata del podcast di Rivista della Montagna. Spero che queste notizie, lette con la mia impeccabile pronuncia artificiale (spero non siate troppo spaventati, sto scherzando!), vi siano state utili.

https://www.rivistadellamontagna.it