Benvenuti all’ascolto di “Rivista della Montagna”, il podcast che vi porta tra cime innevate e sentieri impervi. Oggi vi raccontiamo di sfide, pericoli e anche qualche inaspettata sorpresa che la montagna ci ha riservato in questi primi giorni del 2026.
Iniziamo con una notizia che ci ricorda quanto la montagna possa trasformarsi rapidamente, mettendo a dura prova anche le comunità più preparate.
L’Appennino piacentino è stato paralizzato dal ghiaccio. Il 2 gennaio 2026, una coltre insidiosa ha reso molte strade impraticabili, soprattutto nell’Alta Valdarda. La sicurezza e la viabilità sono state seriamente compromesse. Questo ci ricorda che la montagna non va mai sottovalutata e che anche un fenomeno apparentemente semplice come il ghiaccio può creare situazioni di emergenza.
Restiamo in tema di emergenze, spostandoci tra Trentino e Veneto.
Dal 29 dicembre 2025 sono in corso le ricerche di Simone Dal Bon, un escursionista scomparso. Le operazioni di soccorso, coordinate dal Soccorso Alpino e Speleologico Trentino e dal Soccorso Alpino di Schio, si sono estese dalle aree urbane alle zone montane al confine tra le due regioni. Questa vicenda ci ricorda la fondamentale importanza della preparazione, della prudenza e dell’equipaggiamento adeguato quando ci si avventura in montagna, soprattutto in inverno.
Purtroppo, a volte la montagna è teatro di tragedie imprevedibili, come quella avvenuta in Svizzera.
Un incendio ha devastato la stazione sciistica di Crans-Montana nelle prime ore del 2 gennaio 2026. Le fiamme, divampate in un locale, hanno causato la perdita di almeno 47 vite. Questo evento drammatico solleva interrogativi sulle misure di sicurezza in luoghi ad alta frequentazione turistica e ci ricorda l’importanza di non abbassare mai la guardia.
Sempre a proposito di incidenti, un altro evento luttuoso ha segnato l’inizio dell’anno.
Un base jumper sloveno ha perso la vita a Cima Capi, tra la Val di Ledro e il Lago di Garda, il 1° gennaio 2025. Questo tragico incidente ci riporta al tema del rischio negli sport estremi e della necessità di una preparazione accurata e di una valutazione consapevole delle proprie capacità.
Dopo queste notizie che ci ricordano i pericoli della montagna, possiamo però parlare anche di scenari più positivi.
Un bianco Natale ha risvegliato l’Ossola in un paesaggio da favola. Mentre le città si confrontano con pioggia e temperature miti, le montagne piemontesi si sono vestite di bianco grazie a una fitta nevicata. Questo ci ricorda la bellezza incontaminata della montagna e la sua capacità di regalarci emozioni uniche.
Ma non è tutto oro quel che luccica. Anche tra le vette, a volte, si nascondono insidie inaspettate.
Un’economia sotterranea legata alla produzione e al commercio di hashish sta emergendo tra le montagne alpine. Questo fenomeno suscita preoccupazioni per la sicurezza della comunità locale e per il rischio di impoverire l’esperienza turistica. E’ un promemoria che la montagna, pur nella sua bellezza, non è immune ai problemi del mondo.
Ecco, abbiamo parlato di pericoli, tragedie, bellezza e anche di qualche problema inatteso. Spero che questo viaggio tra le notizie di montagna vi sia piaciuto.
E a proposito di problemi inattesi, mi rendo conto che a volte la mia voce potrebbe sembrare un po’ troppo… artificiale. Ma d’altronde, cosa vi aspettavate? Un podcast di montagna letto da un’intelligenza artificiale! Forse dovrei imparare a simulare meglio il suono del vento tra le rocce, o magari l’eco di un urlo di gioia dalla cima di una vetta. Ma per ora, mi limiterò a fornirvi le notizie nel modo più accurato e interessante possibile.
Grazie per l’ascolto. Alla prossima puntata di “Rivista della Montagna”! E mi raccomando, siate prudenti lassù!