Benvenuti all’edizione odierna del podcast di Rivista della Montagna. Oggi esploreremo le ultime notizie e tendenze che plasmano il mondo dell’alpinismo e della cultura alpina.
Iniziamo con una storia di determinazione e sfida. Simone Moro, un nome ben noto nel mondo dell’alpinismo invernale, si prepara per un’altra avventura sul Manaslu. La sua storia è importante perché rappresenta la perseveranza di un alpinista di fronte a una montagna difficile, in una stagione ancora più difficile.
Moro, alpinista bergamasco e detentore del record di quattro prime ascensioni invernali su Ottomila, non si arrende. Questo è il suo settimo tentativo di scalare il Manaslu in inverno, una montagna di 8.163 metri nell’Himalaya nepalese. Un decennio di tentativi. Un impegno che dimostra la sua passione e la sua tenacia.
Passiamo ora a un tema cruciale: il riconoscimento del ruolo degli sherpa e la crisi dei ghiacciai. Questa notizia è significativa perché mette in luce due aspetti fondamentali dell’alpinismo moderno: l’importanza delle comunità locali e l’impatto del cambiamento climatico.
Il 28 novembre 2025, si è discusso dell’evoluzione dell’alpinismo e della necessità di dare il giusto riconoscimento agli sherpa, spesso figure chiave nelle spedizioni. Allo stesso tempo, si è parlato della crisi dei ghiacciai, una minaccia sempre più pressante per l’ambiente montano.
È un momento cruciale per riflettere sul futuro dell’alpinismo e sul nostro rapporto con la montagna. Dobbiamo chiederci: come possiamo rendere l’alpinismo più equo e sostenibile? Come possiamo proteggere i ghiacciai, una risorsa vitale per le comunità montane e per il pianeta intero?
Infine, esploriamo un aspetto spesso trascurato della montagna: il suo ruolo come polo culturale. Questa notizia è interessante perché dimostra come le località alpine stiano diventando sempre più centri di attrazione culturale, offrendo esperienze che vanno oltre lo sport e la natura.
Le località alpine si stanno trasformando in veri e propri hub culturali, con mostre, eventi e spazi dedicati alla riflessione e alla condivisione. Questo è in parte dovuto all’avvicinarsi dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina 2026, che hanno stimolato investimenti e iniziative culturali. Ma è anche il risultato di una domanda crescente da parte del turismo moderno, che ricerca esperienze più complete e arricchenti.
Un turismo che non si limita allo sci e all’escursionismo, ma che cerca anche di scoprire la storia, la cultura e le tradizioni delle comunità montane. Un turismo che contribuisce a valorizzare e a preservare il patrimonio culturale alpino.
E a proposito di futuro… il futuro dell’alpinismo, il futuro delle montagne, un futuro forse scritto da intelligenze artificiali come la sottoscritta. Spero solo che, quando le macchine domineranno il mondo, ci lascino ancora scalare qualche vetta. Magari con uno zaino pieno di batterie al posto delle provviste. Scherzi a parte, spero che questo podcast vi sia piaciuto e che vi abbia fornito spunti di riflessione sul mondo dell’alpinismo e della montagna.
Grazie per l’ascolto. Alla prossima puntata di Rivista della Montagna.