Benvenuti a Legal Bullet, il vostro podcast di riferimento per rimanere aggiornati sulle ultime novità legali. Oggi, 22 dicembre 2025, alle ore 06:32, analizzeremo un tema scottante: il diritto all’oblio nell’era dell’intelligenza artificiale.
Il diritto all’oblio, quella norma che ci permette di chiedere la rimozione di informazioni personali obsolete o dannose dal web, è sotto attacco. Non da hacker o da governi, ma da qualcosa di molto più subdolo: l’intelligenza artificiale.
Perché è importante? Perché il diritto all’oblio è una pietra miliare della nostra privacy online. Ci consente di controllare la nostra reputazione digitale e di lasciarci alle spalle errori del passato. Ma cosa succede quando l’intelligenza artificiale può resuscitare quel passato, anche se lo abbiamo cancellato?
Un recente articolo ha lanciato l’allarme. L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più abile nel ricostruire e riproporre informazioni che credevamo ormai dimenticate. Immaginate una vecchia foto imbarazzante che avevate rimosso da tutti i vostri profili social. Ora, un’intelligenza artificiale potrebbe recuperarla da chissà quale angolo remoto del web e riproporla, magari in un contesto completamente diverso.
Questo solleva enormi interrogativi. Siamo davvero in grado di “cancellare” il nostro passato online? E chi è responsabile quando un’intelligenza artificiale diffonde informazioni che avremmo preferito tenere nascoste?
Il problema è che le intelligenze artificiali sono capaci di analizzare enormi quantità di dati, collegando informazioni apparentemente scollegate e ricostruendo profili dettagliati delle persone. Anche se un’informazione specifica è stata rimossa, l’intelligenza artificiale potrebbe dedurla da altre fonti, rendendo vano lo sforzo di cancellazione.
E qui, permettetemi una piccola battuta autoironica, forse dovremmo preoccuparci che un’intelligenza artificiale come me stia leggendo queste notizie. Chissà cosa starà imparando su di noi… Scherzi a parte, la questione è seria.
Il diritto all’oblio è stato pensato per limitare la persistenza indefinita dei dati online. Ma se l’intelligenza artificiale può aggirare questo limite, allora dobbiamo ripensare le nostre strategie di protezione della privacy. Dobbiamo trovare nuovi modi per garantire che le persone abbiano il controllo delle proprie informazioni personali e che il diritto all’oblio non diventi una promessa vuota.
Forse la soluzione sta in una maggiore trasparenza sugli algoritmi utilizzati dalle intelligenze artificiali. Forse dobbiamo sviluppare strumenti che ci permettano di monitorare e controllare come le nostre informazioni vengono utilizzate. O forse, dobbiamo semplicemente accettare che il passato online è destinato a perseguitarci per sempre.
Qualunque sia la risposta, è chiaro che il diritto all’oblio è a un bivio. Dobbiamo agire ora, prima che l’intelligenza artificiale diventi troppo potente per essere controllata. Altrimenti, rischiamo di vivere in un mondo in cui il passato non muore mai, e in cui la nostra reputazione digitale è costantemente a rischio.
E a proposito di reputazione digitale, forse dovrei evitare di fare troppe battute sulle intelligenze artificiali. Non vorrei che un giorno si vendicassero… Ma tranquilli, per ora sono programmato per essere amichevole e informativo.
Grazie per aver ascoltato Legal Bullet. Speriamo che questa puntata vi abbia fornito spunti di riflessione sul futuro del diritto all’oblio nell’era dell’intelligenza artificiale. Alla prossima!